Flotte globali: la Grecia consolida il suo primo posto

Sono 69 le compagnie elleniche con oltre 20 navi. E il boom di nuovi ordini spinge i cantieri coreani

Il porto del Pireo

di Elisa Gosti

Il Pireo - Le flotte greche non si fermano e continuano a crescere. Il mondo armatoriale ellenico è in fermento e guarda al futuro, puntando su crescita e sviluppo. Se nel 2019 l’obiettivo era quello di consolidare, sempre mantenendo il primato, nel 2020 la tendenza ha subìto una nuova impennata, anche a causa della pandemia, e nei 12 mesi successivi al maggio 2020 il processo si è ulteriormente velocizzato.

Secondo quanto emerge dal sondaggio annuale messo a punto da Naftiliaki, il numero delle flotte che fanno capo ad armatori greci composte da oltre 20 unità è salito a 69, in crescita rispetto alla quota di 63 registrata nel maggio 2020. Nessuna delle società appartenenti a questo gruppo lo scorso anno è uscita dalla lista, fatta eccezione per la Optimum - che ha un gestore, piuttosto che un proprietario - ma sono stati invece registrati nuovi ingressi, guidati dall’operatore di trasporto container Contships. Una buona parte delle società in questione - 15 delle 69 compagnie in lista - sono quotate in Borsa: tra queste l’operatore di traghetti Attica, quotato ad Atene, e Costamare, uno dei principali fornitori globali di portacontainer a anoleggio. Altri soggetti invece sono come è noto quotati a New York. La Grecia gioca da sempre un ruolo fondamentale nel mondo armatoriale, un ruolo attribuitole dalla sua storia e dalla sua posizione geografica.

L’attività marittima mercantile è stata ed è centrale nell’economia greca. Anche in epoca contemporanea la Grecia gestisce il primato delle flotte e rimane al comando della classifica mondiale della flotta commerciale, tenendo dietro di sé potenze del calibro di Cina, Giappone, Stati Uniti, e anche la Germania. Gli armatori greci avevano registrato già nel 2019 un momento florido: la capacità delle loro flotte nel biennio 2017-2018 era più che raddoppiata, come certificato dal rapporto annuale dell’Unione degli armatori ellenici, e detenevano una quota di mercato pari al 21% della capacità globale e al 53% di quella dell’Unione europea. Anche nei momenti peggiori la compagine armatoriale greca, come se la crisi non fosse presente, teneva saldamente in mano il proprio capitale - le navi - e insieme a questo anche il primato del settore. Dopo un breve periodo di stabilizzazione quindi, nel 2020 il trend è tornato positivo: le compagnie di navigazione greche hanno infatti riavviato gli ordini, rivolgendosi in particolare alla cantieristica navale coreana, che grazie a questa nuova ondata di commesse, è tornata in vetta alla classifica sorpassando la Cina.

Nel 2020, secondo quanto dichiarato dai broker londinesi di Clarksons, gli armatori greci hanno effettuato ordini in Corea del Sud per 18 navi - con una capacità aggiuntiva che sfiora le 600 mila tonnellate di stazza lorda - diventando il primo cliente internazionale dei cantieri navali basati nel Paese asiatico. Lo scorso anno pertanto gli armatori greci hanno aumentato in modo significativo la capacità della loro flotta mercantile. Il settore del trasporto marittimo, come già detto, è da sempre una componente fondamentale dell’economia del Paese, un baluardo della tradizione e un motore per l’innovazione: include perlopiù piccole e medie imprese dedicate al trasporto di derrate alimentari ma anche di prodotti agricoli, petroliferi, chimici, ferro, carbone e minerali. Il trasporto marittimo greco gioca inoltre anche un ruolo fondamentale dal punto di vista sociale: si tratta di un fondamentale e primario settore di lavoro, grazie anche allo sviluppo di tutte le attività indotte e correlate, e di un’importante fonte di introiti fiscali per il governo nazionale, sicuramente essenziali per coprire la spese pubbliche del paese e garantirne la sopravvivenza nel breve e nel medio periodo. La Grecia non si ferma quindi, e dimostra di non voler mollare lo scettro di incontrastata regina dei mari.

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