Salerno (Rina): “Contro il riscaldamento globale dobbiamo mettere in campo tutte le tecnologie a disposizione, anche il nucleare”

 “Se non affrontiamo seriamente il tema del riscaldamento globale, nel 2050 la nostra sopravvivenza sarà a rischio. Quello delle emissioni è un tema che non possiamo permetterci di sottovalutare, è una sfida che dobbiamo vincere soprattutto per le generazioni future”. Lo ha detto Ugo Salerno, presidente e ad del Rina, sul palco di Euromed a Valencia

Ugo Salerno con Manuel Grimaldi a Euromed

di Francesco Ferrari

Valencia - “Se non affrontiamo seriamente il tema del riscaldamento globale, nel 2050 la nostra sopravvivenza sarà a rischio. Quello delle emissioni è un tema che non possiamo permetterci di sottovalutare, è una sfida che dobbiamo vincere soprattutto per le generazioni future”. Lo ha detto Ugo Salerno, presidente e ad del Rina, sul palco di Euromed a Valencia. “E’ necessario mettere in campo tutte le tecnologie a nostra disposizione, anche quelle non ancora del tutto mature - ha aggiunto Salerno -. L’efficacia di queste tecnologie, come dimostrano i risultati ottenuti da Grimaldi, è alla base del successo dei nostri sforzi. Nel 2050 sul pianeta vivranno 2 miliardi di persone in più e il Pil mondiale sarà il doppio di quello attuale: sono cifre che non possiamo dimenticare”.

“L’energia nucleare sarà protagonista della decarbonizzazione. In Italia purtroppo l’argomento si affronta da un punto di vista ideologico più che scientifico, perché è così che è abituata a fare - sbagliando - la politica. Eppure tutti noi sappiamo che il nucleare di nuova generazione offre altissimi livelli di sicurezza: per esempio, in caso di incidente il processo di fusione si interrompe. D’altronde, la propulsione nucleare è utilizzata nel trasporto marittimo artico da 26 anni e mai si è registrato un incidente” ha aggiunto Salerno a proposito degli obiettivi di emissioni zero dello shipping.

“Quando parliamo dei rischi del nucleare non possiamo ignorare i danni che i combustibili fossili stanno facendo al pianeta e all’umanità - ha aggiunto Salerno - Come dimenticare, per esempio, i danni del carbone? Ripeto: bisogna mettere da parte l’ideologia. Sapete quanta superficie è necessaria per produrre un megawatt da energia solare? Dai 7 agli 8.000 metri quadrati. Immaginare una nave a energia solare è semplicemente impossibile... Se parliamo di idrogeno, poi, va ricordato che il 90% di quello prodotto attualmente provoca 10 tonnellate di emissioni di CO2 per ogni tonnellata di idrogeno medesimo. E l’ammoniaca come si produce? Con l’idrogeno. Ha ragione Grimaldi quando dice che il primo obiettivo dello shipping deve essere ridurre i consumi. E’ da lì che bisogna partire”.

"Fra le tecnologie già disponibili, di cui purtroppo si parla poco, c'è la cattura del CO2 - ha continuato Salerno - Investire su questa tecnologia significa sostenere la qualità dell'ambiente senza rinunciare ai combustibili fossili. Non si tratta di progetti, ma di realtà. La Norvegia ha predisposto grandi aree dove immagazzinare questo tipo di CO2, anche di provenienza estera".

©RIPRODUZIONE RISERVATA