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l’intervista

Pepoli (Sapir): Noi, il porto della ceramica. L’Ucraina uno choc, ma l’industria ha avuto fiducia”

“Il porto di Ravenna è in una posizione strategica per i traffici coi Paesi Mediterranei e con quelli del Medio ed Estremo Oriente. Noi, ad esempio, riceviamo fertilizzanti e liquidi dal Nord Africa, coils da Cina e India, feldspati dalla Turchia”

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Mauro Pepoli

 

Ravenna – Mauro Pepoli è l’amministratore delegato di Sapir, principale terminal operator del porto di Ravenna e a capo di un gruppo che controlla, nello stesso porto, Terminal Nord e Terminal Container Ravenna.

Dottor Pepoli, quali sono i punti di forza della vostra attività?
«Attraverso la specializzazione raggiunta dai nostri terminal siamo in grado di trattare le più ampie tipologie di merci, dalle rinfuse solide ai ferrosi, dai liquidi all’impiantistica, fino a container e ro-ro».

Quanto sta incidendo la situazione in Ucraina sul vostro lavoro?
«Va premesso che noi siamo il partner logistico dell’industria ceramica che gravita attorno al distretto di Sassuolo. Si pensi che nel 2021 avevamo movimentato due milioni e 700.000 tonnellate di materiali inerti ad essa destinati. In particolare, le argille ci giungevano in buona parte dai porti ucraini di Odessa e Mariupol e dunque, subito dopo l’invasione russa, abbiamo offerto la nostra massima collaborazione a importatori, produttori e intermediari, per facilitarne il reperimento in altre aree e nuove modalità logistiche per garantire la fornitura. Abbiamo avviato traffici con Portogallo, India, Brasile e aperto anche corridoi ferroviari con Serbia, Polonia e Romania. Noi abbiamo una esperienza pluridecennale nel trattare questi materiali, disponiamo di amplissimi magazzini di stoccaggio dove eseguiamo anche la miscelazione delle materie prime su ricetta dei laboratori delle industrie ceramiche; si spiega facilmente quindi che i clienti abbiano preferito affrontare il problema con noi anziché esplorare altre strade. E peraltro, lavorare con argille diverse da quelle cui eravamo abituati, ci ha richiesto un notevole lavoro di sperimentazione per ottenere le miscele più appropriate».

Quali sono oggi i punti di forza di chi opera sull’Adriatico?
«Il porto di Ravenna è in una posizione strategica per i traffici coi Paesi Mediterranei e con quelli del Medio ed Estremo Oriente. Noi, ad esempio, riceviamo fertilizzanti e liquidi dal Nord Africa, coils da Cina e India, feldspati dalla Turchia. Recentemente abbiamo avviato una esportazione di tubi verso l’America Centro settentrionale. Purtroppo, le carenze del sistema ferroviario limitano le nostre potenzialità rispetto all’Europa centro settentrionale. Per questo siamo impegnati, con vari partner regionali dell’intermodalità, a potenziare il sistema dei trasporti su ferro».

Quale impatto può avere il PNRR sulla vostra attività?
«Sul porto di Ravenna è in corso un imponente progetto di rafforzamento, denominato “Ravenna Port Hub”, che include in primo luogo l’approfondimento dei fondali e la realizzazione di nuove banchine e piattaforme logistiche. Contestualmente, il nostro Gruppo sta attuando la messa in produzione di circa 85 ettari di aree finora inutilizzate che serviranno tra l’altro per potenziare le nostre aree di stoccaggio e per realizzare un nuovo terminal container. Più in generale, ci proponiamo di avviare nuove attività/business correlati alla nostra attività terminalistica, anche coinvolgendo partner interessati a investire sul nostro territorio, e creando filiere “tailor made” che possano rispondere al meglio alle nuove esigenze dei clienti. Pensiamo che col PNRR tutti questi progetti potranno essere accelerati e realizzati entro i termini previsti».

Quali sono le vostre strategie per poter crescere ulteriormente?
«Stiamo puntando su servizi ad alto valore aggiunto, legati in particolare al comparto del project cargo. Abbiamo investito molto in mezzi, cito almeno le due Liebherr 600 che ci consentono di sollevare pezzi eccezionali di peso fino a 400 tonnellate, e nella formazione degli operatori. Inoltre, abbiamo a disposizione ampi spazi per la movimentazione delle merci, dove i clienti possono svolgere attività di assemblaggio e cantieristica. Nell’offshore e nell’eolico siamo già riconosciuti come partner assolutamente affidabile dagli operatori del settore. Possiamo andare oltre: con una dotazione di mezzi e uno staff che non temono confronti in Adriatico, rappresentiamo un’alternativa competitiva all’utilizzo di navi heavy lift per tutti i trasporti eccezionali».

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