Crociere, 50 miliardi di stipendi

Saranno 32 milioni i passeggeri trasportati dalle navi da crociera nel 2020: due milioni in più rispetto ai 30 previsti per quest’anno, secondo i dati previsionali della Clia (Cruise Lines International Association, l’associazione globale che riunisce le compagnie armatoriali che operano nel settore).

di Matteo Martinuzzi

Saranno 32 milioni i passeggeri trasportati dalle navi da crociera nel 2020: due milioni in più rispetto ai 30 previsti per quest’anno, secondo i dati previsionali della Clia (Cruise Lines International Association, l’associazione globale che riunisce le compagnie armatoriali che operano nel settore).

Una corsa, quella del turismo crocieristico, a pieno regime: 10 anni fa (2009) i passeggeri movimentati globalmente erano stati 17,8 milioni, cinque anni fa (nel 2014 quindi) furono 22,3 milioni. Questo per effetto della crescita delle flotte: nel 2020 entreranno in servizio altre 19 unità da crociera oceaniche, delle quali 11 sopra le 40 mila tonnellate di stazza lorda.

In questa categoria di navi definite “grandi” (dal decreto Clini-Passera su Venezia) la farà da padrona ancora una volta Fincantieri con cinque nuove navi: “Seven Seas Splendor”, “Scarlet Lady”, “Enchanted Princess”, “Silver Moon” e “Costa Forenze”. Sarà seguita dal gruppo tedesco Meyer con quattro unità: “Iona”, “Spirit of Advenutre”, “Mardi Gras” e “Odyssey of the Seas”.

Chiudono la classifica i francesi Chantiers de l’Atlantique con due navi (“Celebrity Apex” e “Msc Virtuosa”). Nel 2020 il totale delle navi passeggeri in servizio raggiungerà quindi le 278 unità: il 32% della flotta sarà impegnato ai Caraibi, il 17% nel Mediterraneo, l’11% nel resto d’Europa, il 5% tra Cina, Australia, Nuova Zelanda-Pacifico, Alaska e resto dell’Asia, il 2% in Sud America e il 17% nelle altre regioni del mondo.

Il rapporto Clia ha preso anche in considerazione l’impatto dell’industria crocieristica sull’economia e sull’occupazione nel 2018, anno in cui il traffico crocieristico è stato di 28,5 milioni di passeggeri. Lo scorso anno il settore ha sostenuto 1,1 milioni di posti di lavoro per un totale di 50,2 miliardi di dollari di stipendi e ha prodotto un valore economico mondiale pari a 150 miliardi di dollari.

Ciascun crocierista ha speso 376 dollari nelle città portuali prima di imbarcarsi, spendendone 101 in ogni destinazione toccata in viaggio. Quanto alla sostenibilità ambientale, il 44% delle navi attualmente in ordine sarà predisposto per la propulsiono a gas naturale liquefatto; il 68% delle flotta attuale è dotato di sistemi di pulizia dei gas di scarico (scrubber) e gli stessi impianti saranno installati sul 75% delle navi in ordine non dual fuel.

Per quanto riguarda i sistemi di trattamento delle acque reflue tutte le navi ne saranno dotate, mentre l’88% sarà predisposto al cold ironing, cioè la possibilità di allacciare la nave alla rete elettrica in porto. Inoltre sono già in sperimentazione sistemi a batteria, celle a combustibile ed energia solare. Così insomma l’industria delle crociere si prepara all’introduzione delle nuova normativa Imo 2020 (limite allo 0,5% delle emissioni di zolfo) che entrerà in vigore a gennaio.

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