Costa Crociere, settimane decisive per il futuro terminal a Genova / IL CASO

E il gruppo Msc potrebbe riaffacciarsi sul dossier Ponte Parodi

Neil Palomba (dg Costa Crociere) con il comandante Massimo Garbarino

Genova -Il futuro delle crociere a Genova adesso ha due date di scadenza. In poco più di un mese si deciderà se i progetti e gli investimenti di Msc e Costa saranno portati a termine o se finiranno nel libro dei sogni mai realizzati. Il pallino adesso è in mano all’Authority portuale guidata da Paolo Signorini che conta di mettere un punto fermo sia sul nuovo terminal crociere che Costa vuole costruire a Genova, sia sul coinvolgimento di Msc nella riqualificazione del complesso Hennebique-Ponte Parodi.

Il mese della verità
Il progetto va avanti. Il ritorno a Genova di Costa Crociere procede sopratutto per la forza di volontà. Gli ostacoli però rimangono: a bordo di Smeralda, lanciata venerdì a Savona, c’è stato un vertice ristretto: Neil Palomba, Beppe Costa, l’uomo del progetto Beniamino Maltese e Paolo Signorini hanno fatto il punto: «E’ stato fatto un lavoro approfondito su tutte le variabili con un cronoprogramma che stiamo ulteriormente affinando - spiega Signorini - In ballo c’è il ricollocamento di una ventina di concessionari, la procedura è complessa e i lavori da avviare sono tanti: è un mosaico che va inserito in un cronoprogramma preciso».

Ecco perché il gioco degli incastri è delicato. Non impossibile, ma certamente non così scontato: «A gennaio ci vedremo con il presidente della Regione Giovanni Toti e con il sindaco di Genova, Marco Bucci, per analizzare bene tutti gli aspetti e valutare così l’effettiva fattibilità». Un mese per preparare tutte le carte, poi arriverà la sentenza sul terminal crociere che Costa vuole costruire a Calata Gadda, nella zona delle riparazioni navali. «La difficoltà principale è il ricollocamento di quella ventina di soggetti: vanno trovati gli spazi. Il progetto prevede il riempimento nella zona dei bacini dove poter così ricollocare San Giorgio del Porto, il concessionario più grande di quell’area. A catena poi si possono rendere disponibili le aree per avviare l’inserimento del terminal. Non nascondo che l’operazione sia complessa, ma siamo proattivi. Certo, come abbiamo più volte ribadito, tutti devono essere d’accordo nel procedere con l’operazione, anche per sterilizzare eventuali ostacoli che possono allungare i tempi».

Hennebique, una offerta in bilico
Domani si riunisce la commissione che valuterà le manifestazioni di interesse per l’area dell’Hennebique. Significa che emergerà qualche dettaglio in più: intanto una delle due società che hanno partecipato è in bilico per un problema di fideiussioni. La commissione, formata da tre profesisionisti, deciderà se ammettere comunque la “GoVs RE 1 B.V.”. Al momento sul sito dell’Authority è pubblicato un decreto di esclusione, domani si vedrà. Msc invece non ha presentato alcuna offerta. E Signorini spiega che è naturale, visto che «soprattutto Aponte (il fondatore e numero uno della compagnia) riteneva così come lo ritiene Altarea, che il segmento lusso può avere una prospettiva di sviluppo. A quanto mi risulta, per Ponte Parodi erano disposti a parlarne». Così il mirino della compagnia non è tanto sull’Hennebique (guarda il video), ma sul molo di fianco alla Stazione Marittima. «La condizione abilitante per questo quadro è che venga portata a termine anche la riqualificazione dell’ex silos». Signorini è pronto: «Msc non ha mai detto: “facciamo un’istanza sull’ Hennebique”. Erano interessati a Ponte Parodi. E se ora tutto si incastra, questo accordo può diventare vincente per Genova»

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