Il giudice Usa ferma l'assalto degli esuli cubani a Msc e Norwegian

Genova - Il tribunale di Miami boccia la richiesta di risarcimento per aver sfruttato le proprietà confiscate dalla Revolucion.

Genova - Hanno chiesto quanto pensavano fosse giusto dopo decenni di vita da esuli. In fondo quelle proprietà, tra cui il terrinal crociere de L’Avana, erano state loro sino all’arrivo dei barbudos, i soldati di Castro che conquistarono l’isola coronando così la fase militare della Revolucion cubana. La fase successiva è stata la nazionalizzazione di tutto, anche dei porti e dei terminal. Molti anni dopo, la Havana Docks Corp. ormai svuotata dai propri asset confiscati, ha tentato con un’iniziativa legale degli eredi che si trovano in esilio a Miami, di ottenere almeno un risarcimento. Un giudice della Florida ha spento però i sogni degli esuli: niente compenso, nessun risarcimento è dovuto dalle compagnie americane che avrebbero "sfruttato" i loro beni.

E così le due compagnie chiamate sul banco degli imputati, Msc e Norwegian, non dovranno risarcire la Havana Docks. Secondo il tribunale di Miami infatti la concessione firmata da Batista di cui ha goduto solo parzialmente la società, indipendentemente dal periodo in cui è finita sotto il controllo statale, sarebbe scaduta nel 2004. E non ci sono prove che le compagnie abbiano usufruito della struttura in quel periodo. La sentenza peraltro impedisce ai querelanti anche di intentare un’altra causa per lo stesso motivo ad altri soggetti. Per le compagnie è una vittoria importante, perché la sentenza farà scuola per una serie di processi che gli esuli avevano intrapreso dopo che il presidente Trump aveva inasprito i rapporti con l’Havana e che vede coinvolta anche Carnival, altro colosso Usa delle crociere. E’ molto probabile che la sentenza venga appellata dagli esuli.

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