Embargo finito: le navi da crociera tornano a Istanbul

Il fallito golpe del 2016 aveva procurato danni incalcolabili al turismo nel Paese di Erdogan, e anche le compagnie crocieristiche avevano abbandonato una destinazione ritenuta poco sicura

L'alba su Istanbul

di Matteo Martinuzzi

Istanbul - Le grandi navi da crociera tornano a scalare Istanbul. A dispetto delle tensioni nell’area mediorientale, è questa la tendenza che emerge dai cataloghi delle maggiori compagnie per il prossimo biennio. Dopo una timida ripresa nel 2019 con 13 toccate, la metropoli turca ha ricevuto 64 prenotazioni per il 2020 che saliranno a ben 170 per il 2021. Il fallito golpe del 2016 aveva procurato danni incalcolabili al turismo nel Paese di Erdogan, e anche le compagnie crocieristiche avevano abbandonato una destinazione ritenuta poco sicura. Le navi passeggeri avevano così deviato le proprie rotte andando ad intasare i porti del Mediterraneo Occidentale e della Grecia. Fortunatamente la situazione si è stabilizzata e le compagnie hanno ripreso negli ultimi tempi a scalare regolarmente in Turchia, “riabilitando” prima i porti dell’Asia minore, poi gradualmente anche Istanbul, ritenuta meno sicura per essere il centro politico del Paese. Ad oggi quasi tutti i marchi internazionali l’hanno reinserita nei loro programmi, incluse le nostrane Costa Crociere e Msc Crociere.

Le istituzioni dell’antica Costantinopoli hanno dimostrato di credere molto in questo settore del turismo, tanto che è stato fatto un grosso investimento per realizzare il nuovo terminal di Galataport che sarà inaugurato il prossimo marzo per essere a pieno regime l’anno venturo. Si stima che le nuove strutture saranno in grado di ricevere ben 1,5 milioni di passeggeri l’anno. Un potenziale però difficile da raggiungere visto che prima della crisi erano stati 683.000 gli ospiti arrivati in città nel 2013 (tutta la Turchia invece aveva registrato 2 milioni di crocieristi nel 2012). Sono ormai a buon punto i lavori per il nuovo waterfront portuale che sarà situato nel quartiere centrale di Karaköy. L'area ospiterà un terminal crociere di livello mondiale, hotel e varie boutique, caffetterie e ristoranti, oltre a spazi per uffici. Il terminal comprende una struttura in grado di fornire servizi per le navi più grandi del mondo anche in regime di home port.
Parliamo di aree per i controlli doganali, per il check-in e confortevoli sale d'attesa. I passeggeri potranno sbarcare nel cuore della città facendo contenti gli armatori, che potranno beneficiare dell’altra redditività di questo scalo. E’ infatti difficile poter visitare questa vasta capitale culturale da soli: i passeggeri sono di fatto obbligati ad optare per le escursioni organizzate dalle navi. Si parla di un 85% dei passeggeri contro una media del 40-45% di un altro scalo popolare come Barcellona: questo dato si concretizza in oltre 450.000 euro di incassi extra per ogni nave (ogni tour viene a costare in media circa 150 euro). Va ricordato che l’offerta turistico-culturale di Istanbul non ha eguali: la sola Royal Caribbean offre 20 tipi diversi di escursioni contro le 5/6 di Barcellona o Marsiglia. Per questo motivo è molto vantaggioso fermare le navi anche in overnight per espandere l’offerta turistica.

La ripresa di questa destinazione top del Mediterraneo sarà un grosso vantaggio sia per gli armatori che per l’economia cittadina, visto il fiume di denaro che sarà riversato dai crocieristi. Un nave passeggeri da oltre 4.000 ospiti lascia ad ogni toccata una media di 700.000 euro in città. E’ stato stimato che l’intero comparto turistico di Istanbul vale un miliardo di dollari l’anno, una cifra enorme che la crisi aveva drasticamente ridotto. Oggi che i problemi di sicurezza sembrano superati, l’incubo “zero passeggeri” conteggiati nel 2018 diventerà presto un lontano ricordo.

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