Continuità territoriale, aziende e commercianti sardi: "Sia garantita la concorrenza"

Le organizzazioni degli industriali, dei commercianti e degli artigiani chiedono che sia garantita alle imprese sarde «un’adeguata offerta di trasporto marittimo, in termini di qualità, tariffe e concorrenza, per consentire agli operatori del trasporto merci, ai comparti produttivi già sofferenti e alla lunga filiera del turismo di non soccombere»

Cagliari - Confindustria Sardegna, Cna e Confcommercio incalzano governo e Regione sul rinnovo del regime di continuità territoriale marittima dall’isola verso i principali porti della penisola. A luglio scadrà la convenzione da 72 milioni di euro l’anno con Tirrenia-Cin e ancora non è chiaro cosa accadrà dopo. Le organizzazioni degli industriali, dei commercianti e degli artigiani chiedono che sia garantita alle imprese sarde «un’adeguata offerta di trasporto marittimo, in termini di qualità, tariffe e concorrenza, per consentire agli operatori del trasporto merci, ai comparti produttivi già sofferenti e alla lunga filiera del turismo di non soccombere». I presidenti Maurizio De Pascale (Confindustria Sardegna), Perpaolo Piras (Cna) e Fernando Faedda (Confcommercio) hanno scritto alla ministra Paola De Micheli, al presidente della Regione, Christian Solinas, e all’assessore ai Trasporti, Giorgio Todde per esprimere «la crescente preoccupazione degli operatori economici sardi».
Agli svantaggi dell’insularità, nell’ultimo periodo, dopo anni di grave e lunga crisi economica, si sono aggiunti - spiegano i tre presidenti in una nota congiunta - «gli effetti negativi derivanti dai pesanti aumenti del costo dei trasporti marittimi (circa +30%), a seguito della normativa IMO 2020, e gli effetti della devastante pandemia Covid 19».

©RIPRODUZIONE RISERVATA