Coronavirus, morto in Brasile il medico di bordo della Costa Fascinosa

Paolo Mudanò, classe 1950 era nato in provincia di Bologna ma era ormai da anni nel levante ligure: a Recco. È deceduto all’ospedale di Santos dopo essere stato trasferito dalla nave al pronto soccorso

di Matteo dell'Antico e Alberto Ghiara

Ganova - Il medico della nave Costa Fascinosa, Paolo Mudanò, è morto dopo essere stato contagiato dal coronavirus. La nave della compagnia battente bandiera italiana è da settimana alla fonda nella zona di Santos, in Brasile. Paolo Mudanò, classe 1950 era nato in provincia di Bologna ma era ormai da anni nel levante ligure: a Recco. È deceduto all’ospedale di Santos dopo essere stato trasferito dalla nave al pronto soccorso. «Mudanò era un nostro socio e un bravissimo medico - dice il presidente nazionale dell’Associazione medici di bordo, Paolo Cremonesi - Ha lavorato per anni a bordo dei traghetti, poi è passato alle navi da crociera, era un medico esperto». E aggiunge: «A nome mio e di tutti i nostri soci, voglio esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Paolo». A bordo della nave da crociera, al momento, non ci sono passeggeri ma solo membri dell’equipaggio che sono stati, nelle scorse settimane, messi in quarantena dopo che era risultata positiva al coronavirus una passeggera brasiliana che aveva preso parte a uno degli ultimi viaggi della nave. La compagnia, in una nota, fa sapere che «con estremo dolore, Costa Crociere ha appreso che un suo membro dell'equipaggio, di nazionalità italiana, che prestava servizio a bordo di Costa Fascinosa come medico di bordo, è deceduto all'ospedale di Santos, dove era ricoverato. Costa Crociere desidera esprimere il suo più profondo cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia del caro collega. La compagnia - prosegue la nota - attraverso il suo team dedicato, è in stretto contatto con la famiglia per garantire il necessario supporto in questo terribile momento. Un sincero ringraziamento - sottolinea la compagnia con sede nel capoluogo ligure - va ai medici e alle infermiere dell'ospedale di Santos per aver fatto tutto il possibile per salvare la vita del nostro collega. Il mondo intero si trova ad attraversare un momento difficile e siamo vicini a tutte le persone colpite dal virus, restando fiduciosi che, con le misure adottate a livello globale, saremo presto in grado di superarlo».

Tra le centinaia di componenti dell’equipaggio a bordo di “Fascinosa” ci sono diversi italiani e alcuni liguri che da quando è scoppiata in tutto il mondo non hanno più potuto fare rientro a casa. Nel frattempo, c’è un altro equipaggio in difficoltà a bordo di una nave da crociera. I marittimi della “Aidadiva” sono bloccato da due settimane nel porto danese di Skagen, nonostante non ci siano casi di contagio a bordo. I passeggeri erano invece sbarcati prima dell’arrivo in Danimarca. Su circa 350 persone presenti, sono sei gli italiani, quattro dei quali chiedono di poter rientrare in Italia. Altri cinquanta marittimi di diversi Paesi europei aspettano anch’essi il via libera di Copenaghen per tornare a casa. La nave è parte della flotta Aida, un brand tedesco che fa capo alla Costa Crociere di Genova. «L’equipaggio - spiega B.D., uno dei marittimi che lavorano a bordo - è stato più di trenta giorni in isolamento, calcolando il viaggio di ritorno dai Caraibi, dove ci trovavamo quando è cominciata l’emergenza sanitaria, e il periodo passato in porto. Abbiamo certificato che non ci sono casi positivi al virus a bordo, ma ciò nonostante non ci è stato dato il permesso di scendere». Nel solo porto di Skagen ci sono una ventina di navi nella stessa situazione.

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