Proroga dello stop alle crociere e licenziamenti-choc: il "piano B" di Royal Caribbean è realtà

In questo momento critico è arrivata inoltre l’inaspettata decisione del presidente e CEO di Azamara (marchio upper-premium del gruppo), Larry Pimentel, che ha rassegnato le dimissioni mercoledì

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Proroga allo stop delle navi, licenziamenti, dimissioni di manager, rimpatrio degli equipaggi: questi sono giorni tutt’altro che facili per il management di Royal Caribbean Cruises Ltd alle prese con le conseguenze sul proprio business del Covid-19. Ma andiamo per ordine partendo dalla notizia più preoccupante: la compagnia ha comunicato ai propri dipendenti che sta procedendo all’invio delle lettere di licenziamento a circa il 26% dei propri 5.000 collaboratori negli Stati Uniti. Un taglio drastico di circa 1.300 persone che si aggiunge al precedente annuncio della conclusione anticipata di numerosi contratti di lavoro degli equipaggi. Tutto questo a causa del fermo della propria flotta che ha di fatto azzerato tutti gli introiti per il colosso americano delle crociere. Quest’ultimo si è visto costretto ad estendere la sospensione delle crociere annullandole tutte fino all'11 giugno a causa della pandemia di Coronavirus. I viaggi verso Alaska, Canada e New England invece riprenderanno il primo luglio.

A seguito di questa nuova estensione delle partenze cancellate, Royal Caribbean ha modificato la politica sui crediti per crociere future per gli ospiti che hanno cancellato le crociere tra il 12 maggio e l'11 giugno 2020. Potranno scegliere tra un rimborso del 100% o un credito per una crociera futura del 125%. In questo momento critico è arrivata inoltre l’inaspettata decisione del presidente e CEO di Azamara (marchio upper-premium del gruppo), Larry Pimentel, che ha rassegnato le dimissioni mercoledì. Il presidente e CEO di RCL Richard Fain ha elogiato il senso di responsabilità di Pimentel che ha deciso che questo fosse il modo migliore per aiutare Azamara a sopportare il peso dei tagli. Ricordiamo che durante la sua gestione questo manager è riuscito a reinventare il marchio ed ad aumentare i rendimenti portando RCL ad aggiungere una terza nave per la piccola flotta, Azamara Pursuit acquisita nel 2018. Nel frattempo la compagnia sta gestendo un importante piano di soccorso nei confronti degli equipaggi delle proprie navi rimaste bloccate al largo della costa orientale australiana. Parliamo di Spectrum of the Seas, Ovation of the Seas, Voyager of the Seas, Radiance of the Seas e Celebrity Solstice della controllata Celebrity Cruises. Si è deciso di trasferire parte del personale da una nave all’altra per poi farle partire verso Bali, Manila e Shanghai potendo far sbarcare così la maggior parte dei membri dell’equipaggio indonesiani, filippini e cinesi nei rispettivi porti di destinazione. Così 600 persone sono state sbarcate dalla “Radiance” e trasferite sulla “Spectrum”. Mentre 400 sono state sbarcate dalla “Solstice” per trasferirle su “Ovation” ed altrettante sulla “Voyager”. Quest’ultima infine ha ricevuto circa 900 membri dell’equipaggio di “Ovation”.

Il gruppo americano ha così dovuto lavorare a stretto contatto con gli agenti portuali per superare le restrizioni e per mettere insieme un piano per garantire la sicurezza sanitaria dei propri dipendenti. Comunque, vista l’incerta situazione internazionale con l’impossibilità di prevedere con certezza gli sviluppi della pandemia, la compagnia non è in grado ancora di definire il suo futuro. Sicuramente sono stati rinviati i grandi refit che dovevano coinvolgere Explorer of the Seas a Brest e Allure of the Seas a Cadice. Inoltre, anche se è stata presa in consegna virtualmente, Celebrity Apex rimane ferma presso gli Chantiers d’Atlantique di Saint-Nazaire con l’accordo con le autorità francesi per rimpatriare la maggior parte del suo equipaggio (operazione resa difficile dalla diffusione del virus a bordo).

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