Costa, vertice azienda-sindacati «Ipotesi cig per 800 dipendenti»

Genova - La situazione di crisi causata dall’emergenza coronavirus che ha colpito il mondo delle crociere potrebbe portare Costa Crociere a dover chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti, oltre 800 quasi tutti operativi nelle sede di Genova. Decisivo sarà l’incontro di domani tra i vertici della compagnia e i sindacati

di Matteo Dell'Antico

Genova - La situazione di crisi causata dall’emergenza coronavirus che ha colpito il mondo delle crociere potrebbe portare Costa Crociere a dover chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti, oltre 800 quasi tutti operativi nelle sede di Genova. Decisivo sarà l’incontro di domani tra i vertici della compagnia e i sindacati: «La compagnia potrebbe chiedere gli ammortizzatori sociali - dice Mauro Scognamillo, segretario generale della Fit-Cisl Liguria - e la cassa integrazione sarà uno degli argomenti che verranno trattati durante la riunione già programmata. Nel caso dovessero essere applicati gli ammortizzatori sociali, sarà importante che l’azienda si impegni a ridurre al minimo l’impatto sui lavoratori». «L’incontro - spiega il segretario regionale Uiltrasporti, Giuseppe Nocerino - affronterà una serie di problemi che interessano la compagnia da ormai da alcuni mesi dopo l’emergenza coronavirus. Costa potrebbe chiedere la cassa integrazione: mi auguro, anzi ne sono convinto, che se questa ipotesi dovesse concretizzarsi la compagnia farà di tutto per limitare l’impatto nei confronti dei proprio dipendenti». «Monitoriamo attentamente la situazione e vediamo quali possono essere gli sviluppi di questo delicato momento», chiude Enrico Poggi, segretario generale della Filt-Cgil di Genova. L’azienda invece, contattata da Il Secolo XIX-the MediTelegraph sull’argomento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Nel frattempo, ieri, sono iniziati i primi sbarchi di passeggeri dalla nave "Costa Deliziosa", ormeggiata nel porto di Genova. Gli ospiti, 1.519 tra italiani e stranieri, saranno accompagnati a casa dalla compagnia con appositi transfer.

La situazione sanitaria a bordo, dove oltre agli ospiti sono presenti 898 membri d'equipaggio, non presenta problemi per la salute pubblica e non è stato registrato alcun caso di Covid-19. La nave era partita il 5 gennaio da Venezia per il giro del mondo.

L'itinerario è stato modificato in seguito all'allerta di pandemia che ha portato le autorità dei Paesi originariamente compresi nel viaggio ad applicare restrizioni per lo sbarco degli ospiti.

Dallo scorso 14 marzo, quando si trovava in Australia, la nave ha effettuato solo soste tecniche per il rifornimento prima di arrivare a Genova.

Al momento sono oltre 67 i milioni di euro già richiesti dalle aziende liguri per la cassa integrazione a causa dell'emergenza coronavirus e sono ormai quasi stati raggiunti i 68,2 milioni assegnati alla Regione dal governo. L’annuncio è arrivato dal l'assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino che a chiesto a Roma di stanziare «ulteriori risorse».

A oggi sono pervenute dalle aziende liguri 15.456 domande per 35.406 lavoratori pari a 8.363.694 ore di cassa integrazione. Per coprire queste richieste sono necessari 67.745.921 euro, quindi quasi tutti i 68,2 milioni che il decreto “Salva Italia” assegna alla Liguria.

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