Il "piano B" di Costa Crociere: mettersi in sicurezza cedendo tre navi

L’unica compagnia che batte bandiera italiana, Costa Crociere, ha dovuto fermare - come tutti - le proprie navi e sta ora cercando di pianificare una ripartenza prevista per i prossimi mesi, a patto che si normalizzi la situazione sanitaria

di Matteo dell'Antico

Genova - C'è un mercato, quelle delle crociere, che a causa dell’emergenza coronavirus ha dovuto fermare completamente l’attività in tutto il mondo con perdite economiche al momento ancora incalcolabili per i gruppi armatoriali che operano nel settore. L’unica compagnia che batte bandiera italiana, Costa Crociere, ha dovuto fermare - come tutti - le proprie navi e sta ora cercando di pianificare una ripartenza prevista per i prossimi mesi, a patto che si normalizzi la situazione sanitaria. Per ora, i vertici della compagnia non hanno ancora fissato nero su bianco le mosse da fare, ma sono stati ipotizzati alcuni scenari per i prossimi mesi. 

Il programma, secondo quanto risulta a Il Secolo XIX/The Meditelegraph, avrebbe come obiettivo quello di riprendere l’attività delle crociere il prossimo ottobre - emergenza coronavirus permettendo - con tre navi posizionate in tutto il mondo: due nel Mediterraneo e una in Sud America, anche se la compagnia, da noi contattata, fa sapere che «al momento non vi è certezza sui tempi e i modi della ripartenza che dipenderanno da quanto le istituzioni - e nel nostro caso il governo italiano - decideranno per la ripresa del turismo, compreso quello dal mare». Uno degli aspetti, in chiave futura, sui quali Costa sta operando è quello che riguarda la sicurezza dei passeggere e dei propri dipendenti, anche a fronte dei numerosi casi di contagi che si sono verificati a bordo delle navi negli ultimi mesi. «Stiamo già lavorando - spiega la compagnia - a una serie di soluzioni che consentiranno di operare in sicurezza per tutti gli ospiti e per le comunità che visiteremo. È un lavoro complesso e molto sfidante», scrive Costa in una nota nella quale sottolinea che, per ora, dire «quale scenario sarà confermato è naturalmente molto complesso».

Nei prossimi mesi, Costa potrebbe decidere rinnovare la flotta non escludendo una o più cessioni che consentirebbero alla società armatoriale anche di fare cassa. Le unità che potrebbero essere messe sul mercato sono “Fortuna”, “Atlantica” e “Magica” che sono anche tra le unità più vecchie attualmente a disposizione della compagnia genovese visto anche il varo già programmato nei prossimi mesi di Costa Toscana, nave attualmente in costruzione nel cantiere navale Meyer di Turku, in Finlandia. Su una possibile riorganizzazione della flotta che potrebbe prevedere anche alcune cessioni di navi, Costa però sottolinea che non è una ipotesi a cui si sta lavorando.

lntanto il gruppo Carnival, che controlla anche Costa Crociere, ha annunciato una grande manovra finanziaria a livello mondiale per fare fronte alla difficile emergenza causata dalla pandemia di Covid-19. Il gruppo ha disposto lo stop ai dividendi e annunciato un piano per reperire liquidità da sei miliardi di dollari. «Carnival Corporation si è attivata subito sul mercato per recuperare la liquidità necessaria al gruppo a superare questo momento particolare che sta colpendo tutta l'industria crocieristica, in attesa che le operazioni, che attualmente sono ferme a seguito delle disposizioni dei diversi governi, possano essere riprese», fa sapere la compagnia genovese. Nei giorni scorsi, Costa ha annunciato che è stato firmato un accordo con i sindacati per il ricorso agli ammortizzatori sociali con l'utilizzo dell'assegno di solidarietà tramite il fondo Solimare, il fondo di solidarietà bilaterale del settore marittimo. La misura interesserà circa 850 dipendenti e sarà applicata, con una rotazione di due giorni alla settimana per nove settimane.

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