Crociere, l'emergenza Covid-19 rende impossibile programmare il ritorno all'attività

Molti armatori, dicono i rumors di settore, stanno pensando di cancellare gli ordini già commissionati ai cantieri, altri di cedere parti della flotta. Caso, quest’ultimo, che Costa Crociere fa sapere di non avere preso in considerazione

Genova - C’è chi, come la britannica Fred. Olsen Cruise Lines, ha preferito gettare la spugna, informando i clienti che «le crociere riprenderanno, ma non sappiamo quando. Vi terremo informati». Altre, come la storica P&O Cruises, hanno annunciato il prolungamento della pausa nelle operazioni fino al 31 luglio 2020 compreso, ma hanno avvertito i passeggeri: «Stiamo assistendo a una forte domanda per il 2021: gli ospiti che intendono partire in un giorno particolare o su una nave specifica dovrebbero prenotare in anticipo, poiché la disponibilità è limitata». Una cosa è certa: nessuno, al momento, è in grado di dire quando e come ripartirà il turismo crocieristico. Ieri Msc Crociere ha annunciato un’ulteriore proroga della sospensione delle proprie attività fino al 10 luglio.«Offriremo a tutti gli ospiti interessati da questa decisione un voucher “Future Cruise Credit”, dando così ai propri clienti la possibilità di trasferire l’intero importo pagato per la crociera cancellata ad una crociera futura, da scegliersi su una qualsiasi nave – e per qualsiasi itinerario – entro la fine del 2021. I crocieristi riceveranno, in aggiunta, un ulteriore credito da spendere a bordo – compreso tra i 100 e 400 euro per cabina – in funzione della durata della crociera inizialmente prenotata».

Costa Crociere, da parte sua, ha fissato la data dello stop all’attività al 30 maggio, anche se la decisione, hanno fatto sapere ieri i vertici della compagnia, dipenderà ovviamente dalle scelte del governo italiano e degli altri Paesi toccati dalla pandemia. Praticamente tutti. Ma quello della ripresa non è l’unico problema che devono affrontare le compagnie. Per restare in vita c’è bisogno di liquidità. E se per i colossi come Carnival (proprietaria del marchio Costa) la sopravvivenza non è certo a rischio, per altre realtà le preoccupazioni sono più che legittime. Molti armatori, dicono i rumors di settore, stanno pensando di cancellare gli ordini già commissionati ai cantieri, altri di cedere parti della flotta. Caso, quest’ultimo, che Costa Crociere fa sapere di non avere preso in considerazione. L’attenzione degli analisti, e dei clienti, resta alta. Così come quella degli armatori, che scalpitano per rimettere in mare le proprie flotte.

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