Nclh, nuova liquidità per 2,2 miliardi di dollari

Monfalcone - Norwegian Cruise Line Holdings ha annunciato di esser riuscita ad assicurarsi oltre due miliardi di dollari di liquidità aggiuntiva in risposta all’impatto che la pandemia globale di coronavirus sta avendo sulla compagnia

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Norwegian Cruise Line Holdings ha annunciato di esser riuscita ad assicurarsi oltre due miliardi di dollari di liquidità aggiuntiva in risposta all’impatto che la pandemia globale di coronavirus sta avendo sulla compagnia e sull’industria crocieristica in generale e per proteggersi da un ipotetico scenario ancor più negativo. Le transazioni sul mercato finanziario, guidate da Goldman Sachs, hanno permesso di raggiungere un ricavo lordo di 2,2 miliardi di dollari. L’iniezione di liquidità complessiva è composta da nuove obbligazioni (1,4 miliardi), aumento di capitale (400 milioni) e interventi da fondi di investimento (400 milioni). A seguito di queste operazioni, la compagnia prevede di disporre di circa 3,5 miliardi di dollari di liquidità. Questo rafforza in modo significativo la posizione finanziaria di Nclh che ora prevede di riuscire a resistere ad oltre 12 mesi di sospensione dei viaggi in un potenziale scenario ancor più negativo. Solo pochi giorni fa il gruppo guidato da Frank Del Rio aveva avvertito gli investitori che poteva essere costretto a ritirarsi dall’attività e di essere «alla ricerca dei fondi necessari per resistere alla crisi del coronavirus» (rumors indicavano in sei mesi la sopravvivenza di Nclh con la totale sospensione dell’attività). In una comunicazione depositata presso la Securities and Exchange Commission (la Consob americana), la compagnia aveva dichiarato che la sua società di revisione aveva “sostanziali dubbi” sulla capacità della Norwegian di continuare a operare a causa della pandemia di coronavirus.

Questo atto dovuto, figlio di una crisi senza precedenti, aveva fatto tremare la Borsa d New York dove il titolo di Nclh era precipitato; fortunatamente ieri è arrivata questa schiarita che ha rasserenato gli operatori del settore spaventati dalla possibile crisi del terzo operatore globale del settore crocieristico. Il gruppo opera con i marchi Norwegian Cruise Line (17 navi), Oceania Cruises (sei navi) e Regent Seven Seas Cruises (cinque navi) e dispone anche di due isole private nei Caraibi che sono state messe in garanzia per le sopracitate operazioni finanziarie insieme a due navi. La società ha inoltre confermato un taglio delle spese in conto capitale per circa 515 milioni di dollari ed il licenziamento del 20% del suo personale di terra. Il gruppo americano deve ora puntare sulla resilienza del settore crocieristico che ha dimostrato diverse volte di sapere recuperare dai momenti di estrema difficoltà che l’hanno colpito (11 settembre, crisi economica 2008/09, tragedia della “Concordia”). Oggi però il settore si trova di fronte ad una sfida senza precedenti visto che mai tutte le navi si erano fermate all’unisono. Ottimismo è stato espresso da Scott Dahnke, co-amministratore delegato di L Catterton, società di private equity che ha concesso il prestito da 400 milioni a Nclh: «Il settore ha superato numerose sfide in passato e prevediamo che prospererà con ulteriori miglioramenti dei loro già rigorosi protocolli di salute e sicurezza in atto in futuro».

Questo ottimismo non può che rallegrare Fincantieri che ha in programma di costruire nove nuove navi per il gruppo tra il 2022 e il 2027 (nessuna di queste è stata ancora impostata), ma anche diversi connazionali che lavorano negli uffici di Nclh e soprattutto i molti marittimi italiani (soprattutto ufficiali di ponte e di macchina) reclutati da Del Rio. A oggi i viaggi della compagnia sono sospesi ufficialmente fino al prossimo 30 giugno, anche se la ripresa effettiva delle operazioni crocieristiche difficilmente, vista la situazione sanitaria globale, potrà riprendere a breve. Probabilmente Nclh ricomincerà a navigare con poche navi cercando di limitare le perdite il più possibile visto che ha già annunciato la previsione di un profondo rosso per l’esercizio 2020. Gli analisti si aspettano che entro la fine dell’anno tornerà a navigare almeno il 50% della flotta mondiale con dei giusti accorgimenti ai protocolli sanitari. Comunque vada Nclh si è assicurata una sopravvivenza fino alla primavera 2021 nella malaugurata ipotesi che nessuna sua nave possa mollare gli ormeggi per un anno intero.

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