Le crociere rinunciano a uno dei loro simboli: il buffet. Ecco chi perderà più "appeal"

Al momento due gruppi crocieristici hanno annunciato il loro nuovo piano sanitario, ed entrambi prevedono l’abolizione del servizio a buffet. Parliamo del gruppo cinese Genting Hong Kong (che controlla i marchi Star Cruises, Dream Cruises e Crystal Cruises) e del gruppo tedesco TUI.

di Matteo Martinuzzi

Trieste - E’ ora di dire addio ai luculliani buffet a bordo delle navi da crociera? Norme igieniche e distanziamento sociale in periodo di pandemia suggeriscono a tutti i brand crocieristici questa drastica soluzione. Chi è stato a bordo almeno una volta non può che ricordare l’invidiabile parata di cibi che veniva presentata in ogni self-service; inoltre non può dimenticare l’immancabile ressa dei passeggeri all’ora di punta, pronti a riempire i vassoi all’inverosimile come non ci fosse più un domani. Ebbene, queste scene dovremo metterle nel cassetto per un bel po', almeno fino a quando l’emergenza coronavirus non sarà che un triste ricordo. Al momento due gruppi crocieristici hanno annunciato il loro nuovo piano sanitario, ed entrambi prevedono l’abolizione del servizio a buffet. Parliamo del gruppo cinese Genting Hong Kong (che controlla i marchi Star Cruises, Dream Cruises e Crystal Cruises) e del gruppo tedesco TUI (che gestisce Marella Cruises, TUI Cruises ed Hapag-Lloyd Kreuzfahrten). Inoltre Michael Bayley, Presidente e CEO di Royal Caribbean International, ha annunciato in un intervista che il famoso Windjammer, il buffet delle proprie navi, andrà in soffitta per un po’: «troppo rischioso consentire ai crocieristi di muoversi liberamente fra un tavolo e l’altro. Ma non significa che chiuderemo il Windjammer, più semplicemente lo utilizzeremo come un ristorante tradizionale, evitando code e contatti fra le persone».

Quindi tutte le compagnie crocieristiche dovranno adattare l’organizzazione della ristorazione di bordo ai nuovi piani sanitari. C’è chi sarà molto avvantaggiato come Virgin Voyages che sulla nuova Scarlet Lady aveva già previsto di avere solo servizio al tavolo in tutti i ristoranti e chi come AIDA Kreuzfahrten aveva costruito la sua fama sulla ristorazione a buffet. Infatti sulle navi della compagnia tedesca del gruppo Costa tutti i pasti sono serviti nei self-service, mentre se si vuole cenare serviti bisogna optare per i ristoranti complementari a pagamento. Basti pensare che AIDAnova, l’ammiraglia del brand, dispone di 5 buffet che sono aperti a rotazione nel corso di tutta la giornata, da mattina a sera. Quindi AIDA per ripartire dovrà rivedere completamente il proprio servizio. Costa Crociere invece ha un buffet tradizionale su tutte le navi, l’unica che si distingue è la nuova Costa Smeralda dove il buffet è stato concepito in maniera differente rispetto al resto della flotta. Qui le portate vengono servite al banco direttamente dal personale per evitare gli sprechi alimentari. Inoltre la sua dimensione è limitata e il pranzo a bordo viene servito anche negli altri 4 ristoranti principali della nave. Due completamente serviti e due con solo antipasti e dolci a buffet. Quindi questa nave ben si presta a riprendere per prima il servizio attivo quando sarà possibile. Msc Crociere invece puntava molto sul suo buffet aperto 20 ore su 24 dove faceva bella mostra di sé la cultura culinaria mediterranea. Per riprendere la compagnia di Aponte potrà si pensare di servire direttamente le portate, ma resterà il problema delle file ai vari corner enogastronomici.

tesso problema che potrà avere Holland America Line che a partire dalla Koningsdam (2016) aveva introdotto la stessa soluzione applicata al self-service di “Smeralda”. Meno problemi di riadattamento avranno invece le navi di categoria upper-premium e luxury, dove gran parte del buffet era servito e dove si cucinava su ordinazione. Possiamo poi fare l’esempio di Regent Seven Seas Cruises dove la sera il ristorante a buffet si trasformava già in servizio alla carta. Per concludere sarà più facile seguire le norme sanitarie per evitare la contaminazione dei cibi; più difficile sarebbe invece evitare gli assembramenti delle persone agli orari di punta, quindi l’unica soluzione praticabile per tutti sarà convertire i buffet al servizio al tavolo come pensa di fare Royal Caribbean.

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