Royal Caribbean chiude il primo trimestre in rosso di 1,44 miliardi

Anche il risultato operativo è stato di segno negativo e pari a 1,31 miliardi di dollari a dispetto di un utile operativo di 318,8 milioni registrato nei primi tre mesi del 2019

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Con una perdita netta di 1,44 miliardi di dollari si è concluso il primo trimestre 2020 del gruppo crocieristico Royal Caribbean Cruises Ltd. Ricordiamo che quest’ultimo controlla o ha una partecipazione in sei marchi, cioè Royal Caribbean International, Celebrity Cruises, Azamara, Silversea Cruises, TUI Cruises e Pullmantur Cruceros. Ovviamente questi numeri sono il risultato dell’uragano Coronavirus che ha colpito tutte le flotte crocieristiche del mondo e in particolare RCCL che aveva annunciato lo scorso 14 marzo la sospensione della propria attività (che al momento dovrebbe terminare il 31 luglio dopo l’ultimo rinvio). Quindi c’è da aspettarsi che la seconda trimestrale porterà in dote numeri ancora più severi visto che riguarderà un periodo di completa inattività della flotta. Dopo ben 28 trimestri consecutivi di risultati positivi il secondo gruppo crocieristico al mondo vede così frenare la sua crescita da un nemico giunto inaspettatamente quando l’industria delle crociere sembrava vivere un periodo di espansione senza fine. Per fare un confronto, il primo trimestre del 2019 si era chiuso con utile netto di 256,8 milioni di dollari. Invece in questo primo trimestre 2020 i ricavi sono ridotti a 2,03 miliardi di dollari (-16,7%), di cui 1,38 miliardi risultanti dalla vendita delle crociere (-19,5%) e 655,9 milioni dalle vendite a bordo delle navi (-10,1%); i costi operativi invece hanno registrato un incremento del 6,9% attestandosi a 1,51 miliardi di dollari.

Anche il risultato operativo è stato di segno negativo e pari a 1,31 miliardi di dollari a dispetto di un utile operativo di 318,8 milioni registrato nei primi tre mesi del 2019. Il questo lasso di tempo le navi del gruppo hanno ospitato 1,24 milioni di passeggeri (-19,1%). Royal Caribbean ha stimato in circa 250-275 milioni di dollari circa l’esborso finanziario mensile durante questo periodo di sospensione dell'attività. Il gruppo ha ricordato che per far fronte a questa situazione sono già state assunte azioni significative per accrescere la liquidità e per assicurarsi ulteriori finanziamenti a cui si sommano misure per contenere le spese. Al 30 aprile 2020 la società aveva una liquidità di circa 2,3 miliardi di dollari. Il 19 maggio 2020, RCCL ha portato a termine l'offerta di obbligazioni garantite da 3,3 miliardi di dollari, migliorando la posizione di liquidità della società di circa un miliardo. Nel frattempo il gruppo sta concentrando i suoi sforzi per rafforzare le misure sanitarie di bordo per poter riprendere a navigare non appena sarà possibile. In precedenza il management aveva ipotizzato anche una ripartenza con crociere brevi di prossimità dalla Florida con unico scalo alle Bahamas all’Isola privata di Coco Cay. Quindi dopo severi controlli sanitari all’imbarco, gli ospiti potrebbero sbarcare sull’isola come se questa fosse una propaggine della nave, senza avere il problema di altri scali con il rischio di contaminazione esterna. Infine RCCL ha ricordato che le consegne di nuove navi di quest’anno e del prossimo saranno condizionate dalla chiusura dei cantieri a causa delle pandemia.
Nessuna nuova data però è stata annunciata, anche se da Saint Nazaire è giunta voce che il varo tecnico di Wonder of the Seas sarà spostato da luglio a settembre. Silversea invece ha annunciato la cancellazione delle crociere di agosto e settembre della nuova Silver Moon, mentre Celebrity Apex continua a restare ferma presso i Chantiers de l’Atlantique, anche se ormai ufficialmente consegnata.

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