Nuove idee per il design navale post-coronavirus / IL CASO

Monfalcone - Come evolverà il concept-design delle navi da crociera al tempo del Covid-19? Fino a pochi mesi fa l’industria crocieristica cavalcava l’onda di una crescita senza precedenti che sembrava non aver più fine

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Come evolverà il concept-design delle navi da crociera al tempo del Covid-19? Fino a pochi mesi fa l’industria crocieristica cavalcava l’onda di una crescita senza precedenti che sembrava non aver più fine. Poi questo scenario dorato è stato spazzato via dalla pandemia colpendo duramente il turismo e soprattutto le crociere che sono sempre state l’opposto del distanziamento sociale. Questo mercato ha dimostrato nel corso degli anni una grande resilienza che gli ha fatto superare le crisi, sapendo sempre reinventarsi, come ad esempio dopo l’11 settembre 2001. Ora il settore si trova di fronte alla sfida più difficile. Ma c’è già chi sta pensando a come potrà evolversi l’unità passeggeri nel prossimo futuro. Gli armatori al momento sono concentrati operativamente sui nuovi standard sanitari che le autorità pretenderanno per concedere la ripartenza. Stefano Pastrovich, architetto navale e designer, invece ha cercato di immaginare una possibile prospettiva per il settore nel breve, medio e lungo periodo. Nell’immediato «le compagnie dovranno adottare un progetto coordinato di modifiche leggere alle navi esistenti che comprendano la compartimentazione leggera di zone protette, trasformazioni dei buffet in ristoranti, salette chiuse delimitate da pareti tipo giapponese, però in tessuto, più facili da costruire e installare, mascherine in dotazione agli ospiti, oltre a tutte le forniture per la sanificazione e il cleaning continuo. Tutto questo, in concomitanza con la diminuzione dei contagi prevista per i prossimi mesi di luglio/agosto, servirà a rassicurare i clienti».

Nel prossimo futuro invece «per le nuove progettazioni di navi, io credo nella comunicazione di una task force di progettisti dedicati alla risoluzione di eventuali problemi sanitari che dovessero presentarsi nei prossimi anni. Non parlo solo di progettazione degli spazi ma anche di nuovi modi di vivere la crociera». Il concept futuristico da lui proposto è quello della “barca protetta” che concepisce la nave del futuro come un’isola, un luogo “assoluto” e sicuro. «Da qui l’idea di progettare una nave dove l’esperienza si faccia a bordo, ma in un ambiente naturale. Parlo di un “esperienza” dentro una nave protetta che naviga in posti del mondo di grande fascino, ma che tuttavia non ha bisogno di far scendere le persone a terra così follemente come si fa oggi». Pastrovich immagina quindi una crociera dove la scoperta delle destinazioni passi in secondo piano a favore della vita di bordo, un po’ come alcune mega-navi di oggi vogliono offrire. Nel suo immaginario questo progetto viene indicato per navi di piccole dimensioni, quelle che proprio oggi sono focalizzate sulla destinazione. Abbiamo chiesto anche all’architetto Marco de Jorio come la sua azienda si stia preparando per adeguare la nave a questo nuovo scenario mondiale: «Noi come studio De Jorio Design International stiamo invece sviluppando in modo serio e veramente progettuale un vero e proprio sistema anti-Covid per navi da crociera e luoghi pubblici in generale, toccando argomenti e applicazioni più concrete e particolarmente complesse (come ristorazione e catering, bar, buffet) organizzando flussi e progettando sistemi completi che vanno dal servizio alla configurazione di mobilio specifico per ogni tipologia, autopulente e non richiedente mascherina nemmeno negli accessi agli spazi. L’abbiamo già condiviso con il Rina (che ovviamente sta sviluppando i pilastri tecnici e normativi per ambienti anti-Covid ) e abbiamo aperto un terreno di collaborazione per sviluppare insieme un prodotto progettuale che può essere di riferimento e consultazione per l’oggi e dopo il Covid».

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