Costa Crociere sostiene l'attività dei volontari di Sant'Egidio

I vertici della comunità genovese di Sant'Egidio questa mattina hanno diffuso il bilancio di due mesi di attività, da metà marzo a metà maggio, svolta anche grazie al sostegno economico di Costa Crociere Foundation con la quale è attivo un programma di supporto alla comunità genovese iniziato sei anni fa

Genova - «Sono in aumento le persone che a Genova si rivolgono quotidianamente alla Comunità di Sant'Egidio a causa dell'emergenza Covid-19. Durante il lockdown il numero di richieste di sostegno alimentare è cresciuto sino al 35%, mentre l'inizio della così detta "fase due" sta facendo registrare un'ulteriore crescita del 20%». Ad affermarlo i vertici della comunità genovese di Sant'Egidio che questa mattina hanno diffuso il bilancio di due mesi di attività, da metà marzo a metà maggio, svolta anche grazie al sostegno economico di Costa Crociere Foundation con la quale è attivo un programma di supporto alla comunità genovese iniziato sei anni fa. Dalla Comunità di Sant'Egidio segnalano un «fenomeno molto preoccupante: un aumento (+30%) dei nuovi accessi alla mensa di persone che avevano smesso di chiedere aiuto perché avevano trovato un'occupazione o che si erano sempre tenuti ai margini o all'esterno dal circuito della solidarietà».
Oltre a questo, «il numero delle persone che Sant'Egidio ha incontrato per strada - nonostante i 60/80 posti reperiti dal Comune per l'emergenza Covid-19 - non è diminuito, segno del ricadere in situazioni di povertà estrema di persone che avevano trovato un precario equilibrio». Il responsabile di Sant'Egidio Genova, Andrea Chiappori, ha parlato del «timore che, mentre si allenta il lockdown, via sia un'esplosione di fragilità sommerse difficile da arginare». In due mesi, infatti, la comunità ha erogato oltre 25.300 pasti, 6.100 pacchi alimentari. Da segnalare poi che numerosi volontari della comunità hanno seguito a casa 1.500 anziani e nessuno di questi ha contratto il coronavirus.

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