Così nacque la festa della Marina militare / FOCUS

Monfalcone - Ormai è tradizione per la Marina militare italiana celebrare il 10 giugno la propria festa, ma tanti non ricordano questo anniversario di una delle nostre istituzioni più celebri, ancora meno sanno il motivo di questa data

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Ormai è tradizione per la Marina militare italiana celebrare il 10 giugno la propria festa, ma tanti non ricordano questo anniversario di una delle nostre istituzioni più celebri, ancora meno sanno il motivo di questa data. Vediamo di fare un tuffo nel passato per ricordare eventi non conosciuti ai più.

Quindi perché 10 giugno? Questa data ricorda la vittoria più eclatante ottenuta dalla nostra marina in oltre 150 anni di storia. Dobbiamo ritornare con la memoria al 1918 nel corso delle fasi finali della prima guerra mondiale. Nello scacchiere bellico, l’allora Regia marina (che diventerà Marina militare con la proclamazione della Repubblica nel 1946), era impegnata con le flotte alleate nello sbarramento del Canale d’Otranto al nemico d’allora, l’Impero austro-ungarico. Quest’ultimo, dopo la vittoria di Caporetto (insieme all’alleato tedesco) che aveva costretto le truppe italiane alla difensiva sul Piave, era alla ricerca anche di un’affermazione sul mare che potesse fiaccare il morale dell’avversario. Il giovane ammiraglio Horthy, che aveva assunto il comando della Imperial-regia Marina austro-ungarica da poco, decise di tentare di forzare il blocco italiano adriatico facendo uscire il grosso della sua flotta dalla base di Pola.

L’atteggiamento della marina austriaca nel corso del conflitto era stato quasi sempre sulla difensiva. L’ammiraglio Thaon di Revel, comandante del Dipartimento militare marittimo di Venezia, sospettava già la possibilità di un’azione di forza austriaca e quindi diramò l’allerta a tutte le unità di stanza nell’Adriatico.

La sera del 9 giugno 1918, il Capitano di Corvetta Luigi Rizzo ricevette l’ordine di uscire in mare con il Mas 15 e il Mas 21 per una missione di esplorazione, agguato e ricerca mine. Mentre le piccole unità italiane uscivano in mare, a loro insaputa la flotta imperiale aveva lasciato la piazzaforte di Pola, dirigendo verso Sud.

Si trattava di 45 unità, tra le quali tutte le navi da battaglia disponibili. Il giorno successivo nei pressi dell’isola dalmata di Premuda, Rizzo avvistò all’alba i pennacchi di fumo della formazione austriaca e quando con stupore si rese conto che si trattava del grosso della flotta nemica si buttò all’attacco senza esitazione. Un siluro lanciato dal Mas 15 colpì in pieno la nave da battaglia "Szent István" mentre un altro lanciato dal Mas 21 raggiunse la "Tegetthoff" senza però esplodere. La prima nave, orgoglio della marina avversaria, era stata colpita a morte e da li a poco si capovolse affondando.

Per l’Austria-Ungheria fu un disastro e da quel momento la flotta imperiale non uscì più dai sui porti fino alla vittoria finale italiana del novembre successivo. A riconoscimento dell’eroismo dimostrato in azione a Luigi Rizzo viene conferita una seconda medaglia d’oro al valor militare, dopo quella già tributata per l’affondamento della corazzata "Wien".

La celebrazione venne istituita nel 1939: fino a quella data si celebrava la Regia Marina il 4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza Armata. Quell’anno venne organizzata un’imponente parata a Roma, mentre l’anno successivo nel 1940 la celebrazione fu in tono minore in quanto contemporanea allo sciagurato ingresso dell’Italia fascista nella seconda guerra mondiale.

La festa venne poi sospesa dal 1945 al 1949 e ripristinata nel 1950 riportandola al 4 dicembre. Però nel novembre del 1963 l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al ministro della Difesa di riportare la giornata celebrativa alla più significativa data del 10 giugno.

Così a partire dal 1964 in questo giorno si festeggia la Marina Militare che oggi è diventata un’istituzione repubblicana che si distingue sempre nella sua missione al servizio del Paese; stimata inoltre all’estero per la sua professionalità e per l’impiego in operazioni al di fuori del mari nazionali.

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