Mele (Norwegian Cruise Line): "Impossibile dire quando ripartiremo. Ma abbiamo spalle larghe" / L'INTERVISTA

«La scienza, il virus, e il centro per la prevenzione e il controllo delle malattie negli Stati Uniti, saranno in grado di stabilire una risposta al quesito. Non lo sappiamo ancora»

di Simone Gallotti

Paolo Mele risponde dalla sua casa di West Palm Beach, in Florida, poco distante da Miami, la capitale delle crociere, ora epicentro della grande crisi che ha colpito il settore per colpa del coronavirus. Il manager, nato a Rapallo, da 25 anni vive a lavora negli Usa, dopo una carriera che lo ha portato ai vertici di Norwegian Cruise Line, e oggi oltre al ruolo di senior vice president technical operations della compagnia gli è stata affidata anche la responsabilità del refurbishment dei 3 brand del gruppo: Oceania Cruises, Regent Seven Seas e Norwegian Cruise Lines. Il legame con l’Italia non si è mai spezzato: il cantiere genovese San Giorgio Del Porto, con il manager Massimo Barbè, da tempo si occupa delle navi del gruppo crocieristico e ora è arrivata l’occasione di portare lavoro a Genova: due navi della flotta sono arrivate per rifarsi il look nei bacini del capoluogo ligure, mentre due unità andranno a Marsiglia nei cantieri sempre gestiti dal gruppo. Si tratta di una commessa da più di 5 milioni di euro.

Quali navi saranno coinvolte nell’operazione?
«I progetti Dry Dock, in corso al cantiere San Giorgio del Porto, a Genova, sono la Nautica di Oceania Cruises e la Regent Seven Seas Navigator. A Marsiglia invece la Norwegian Breakaway e la Norwegian Gateway».

Quali lavori effettuerete e perché sono necessari?
«Interventi di manutenzione tecnica dettati dalla Classification Society, secondo le specifiche tecniche fornite dalle ditte costruttrici dei macchinari installati a bordo. Come, ad esempio, la manutenzione dei generatori diesel, l’installazione di un nuovo tipo di eliche nel quadro del Progetto di Energy Conservation sviluppato dalla compagnia, l’installazione del nuovo teak sui ponti esterni. Inoltre, eseguiremo vari progetti di riallestimento di cabine e altre aree pubbliche».

Perché avete scelto Genova?
«Prima Prestige Cruise Holdings e poi Norwegian Cruise Line hanno avviato una cooperazione e una partnership di lunga durata con San Giorgio del Porto, a partire dal 2009. Da quel momento molte navi sono state portate in bacino a Genova: il cantiere ha dimostrato un’alta competenza ed esperienza, e lavora molto bene con il nostro management e i nostri equipaggi. Le consegne sono sempre avvenute nei tempi e hanno rispettato le nostre aspettative».

L’industria delle crociere è in difficoltà: come ne uscirà il settore?
«Norwegian è molto ben posizionata, finanziariamente, per far fronte alla situazione attuale. La società ha da poco portato a termine molte operazioni finanziarie che hanno garantito la disponibilità di più di due miliardi di dollari di liquidità aggiuntiva, che hanno portato la compagnia a disporre di una cassa da circa tre miliardi di dollari».

Quando si potrà ripartire?
«La scienza, il virus, e il centro per la prevenzione e il controllo delle malattie negli Stati Uniti, saranno in grado di stabilire una risposta al quesito. Non lo sappiamo ancora».

Quali misure andranno prese a bordo quando si potrà ripartire?
«Il nostro gruppo ha sempre adottato stringenti protocolli sanitari per salvaguardare la salute dei passeggeri e degli equipaggi. Attualmente stiamo lavorando in cooperazione con il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie negli Stati Uniti e con esperti di livello in materia, così da sviluppare e implementare le misure igienico-sanitarie più avanzate che si possano individuare». —

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