Carnival declassata, Royal Caribbean posticipa la ripresa: i big delle crociere in apnea

Il mercato statunitense è il numero uno al mondo ed è trainante per il settore: con gli Stati Uniti ancora al centro dell’epidemia (primo paese al mondo per contagi e decessi) le possibilità di ripresa a breve sono pressoché nulle

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Carnival Corporation declassata, Carnival Cruise Line e Royal Caribbean che annunciano ulteriori proroghe del fermo delle flotte: questa è la situazione di estrema sofferenza del comparto crocieristico. Ma andiamo per ordine: Carnival Corporation & Plc. ha annunciato di aver chiuso, secondo le proprie stime, il secondo trimestre dell'esercizio fiscale 2020, con il peggior risultato economico di sempre. Il bilancio trimestrale preliminare del gruppo crocieristico statunitense mostra infatti una perdita netta di 4,37 miliardi di dollari. Diretta conseguenza di questo profondo rosso è stata la decisione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di declassare le obbligazioni di Carnival Corp. a titoli spazzatura. Infatti la previsione è una domanda debole ancora per molto tempo per il settore delle crociere colpito dalla pandemia di Covid-19.

Il mercato statunitense è il numero uno al mondo ed è trainante per il settore: con gli Stati Uniti ancora al centro dell’epidemia (primo paese al mondo per contagi e decessi) le possibilità di ripresa a breve sono pressoché nulle. Ne ha preso atto anche la CLIA (associazione di tutte le principali compagnie crocieristiche) che ha annunciato lo stop volontario dell’attività dei suoi consociati nei porti statunitensi fino al 15 settembre. Sulla decisione della CLIA pesano comunque tutti i dubbi dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) sul via libera alle crociere visto la situazione negli USA. Il loro “no sail order” sarebbe dovuto scadere il 24 luglio, ma la sua proroga sembra sempre più scontata, da qui la mossa dell’associazione degli armatori crocieristici. Questi sono in sintesi i motivi che hanno portato Standard & Poor’s ad abbassare il reting creditizio complessivo di Carnival Corporation da “BBB- “a “BB-”. Carnival sta operando per ridurre i costi di gestione della sua flotta di oltre 100 navi ed ha annunciato la dismissione delle navi più vecchie: per ora saranno vendute (per demolizione o ad altro operatore) 6 unità nei prossimi 90 giorni. Il principale marchio mass-market del gruppo, Carnival Cruise Line, vista questa situazione ha comunicato che ha prorogato la sospensione delle proprie crociere sul mercato americano fino al 30 settembre. Va così in fumo il piano precedentemente annunciato di ripresa con 8 navi a partire dal primo agosto. CCL ha una flotta di 27 navi e quasi la totalità hanno come mercato di riferimento quello americano, questa decisione vuol dire praticamente il fermo totale della flotta. Per ora le sue navi saranno impegnate solamente nel rimpatrio (ormai quasi completato) di circa 29.000 membri degli equipaggi provenienti da oltre 100 nazioni. E il principale concorrente di Carnival, Royal Caribbean International, come si sta comportando? Ha annunciato anch’esso il fermo della sua flotta globale fino al 30 settembre.

La più grande differenza è che questo marchio opera in tutti i mari del mondo, quindi la flotta resterà inoperosa in tutti i continenti. Per questo motivo ci alcune eccezioni in base al mercato di riferimento delle navi: i viaggi in Canada e Bermuda sono cancellati fino al 31 ottobre, quelli in Nord Europa fino al 31 agosto e quelli in estremo oriente fino al 30 luglio (c’è quindi ancora la speranza di far ripartire in Cina Spectrum of the Seas e Quantum of the Seas ad agosto). Anche RCI è alle prese con la riduzione dei costi per poter tutelare il più a lungo possibile le proprie riserve di liquidità. Per questo motivo sono stati cancellati i refitting multimilionari di Allure of the Seas ed Explorer of the Seas, sostituendoli con più economiche soste tecniche in bacino per le sole operazioni di manutenzione richieste dalle normative internazionali.

Ora si attendono solo le mosse di Norwegian Cruise Line, terzo marchio mass market americano di riferimento, che probabilmente saranno a specchio di quelle dei suoi competitors. La luce sulla ripresa delle crociere è quindi concentrata sull’Europa, dove le nostrane Costa Crociere e MSC Crociere potrebbero ripartire con qualche nave ad agosto per i viaggi di prossimità, idem TUI Cruises in Germania.

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