Coronavirus, conto salato per il turismo greco: persi 10 miliardi

Gli effetti della pandemia Covid-19 sull’economia greca stanno avendo, come è facile immaginare, ripercussioni molto importanti: solo il comparto dell’hotellerie ha registrato, infatti, una perdita stimata pari a 4,46 miliardi di euro

di ELISA GOSTI

Atene - Il Covid-19 ha avuto influenze negative sulla gran parte dei settori economici. Uno dei comparti a risentire maggiormente dell’emergenza Coronavirus, e di tutte le misure anti-contagio poste in essere dai vari governi nazionali, è senza dubbio quello turistico. I paesi che ne hanno sofferto maggiormente sono, ovviamente, quelli che più di altri hanno un’economia legata al mondo turistico. La Grecia è uno di questi. La società di consulenza Ernst&Young stima perdite per un importo pari a dieci miliardi di euro di mancato indotto, legate al mercato del turismo nel paese ellenico. Gli effetti della pandemia Covid-19 sull’economia greca stanno avendo, come è facile immaginare, ripercussioni molto importanti: solo il comparto dell’hotellerie ha registrato, infatti, una perdita stimata pari a 4,46 miliardi di euro. L’analisi è stata effettuata dalla società di consulenza Ernst&Young e si è concentrata su un settore che costituisce da sempre un pilastro dell’economia greca, quello turistico. «L’impatto dell’emergenza è stato e sarà significativo in Grecia e colpisce direttamente alcuni settori specifici legati al mondo del turismo, quali i trasporti e le strutture ricettive, ma non risparmia anche una serie di servizi correlati e complementari» si legge nel report redatto dalla società.

Il settore turistico contribuisce direttamente al Pil nazionale greco per una percentuale pari all’11,7% e, indirettamente, per una percentuale compresa tra il 25,7 e il 30,9%. Durante i mesi del picco della pandemia, il contributo diretto all’occupazione ha raggiunto i 16,7 punti percentuali e, indirettamente tramite i comparti collegati, una quota compresa tra i 36,7 e i 44,2 punti. Dati estremamente significativi considerando che, negli ultimi anni, il turismo ha certamente rappresentato un settore chiave e un traino strategico per contrastare e ridurre la disoccupazione nazionale. Gli investimenti annuali nel comparto, inoltre, raggiungono i 5 miliardi di euro. In base ai dati forniti da Str, società fondata nel 1985 e specializzata nel mercato dell’ospitalità, la diminuzione degli introiti per stanza disponibile (RevPAR, Revenue Per Available Room) nel mese di marzo ha raggiunto il 69,4% su base annuale, quota minore rispetto all’Italia, dove la percentuale ha raggiunto il 92,8%, ma più alta che in altri paesi europei quali la Francia, dove si è registrato il 67,7%, il Portogallo (che annota quota 66%) e la Turchia (che registra il 57,5%). La situazione appare differenziata nelle diverse regioni del paese: nel primo trimestre il calo ad Atene si è attestato sui 32,5 punti percentuali, mentre a Salonicco ha rappresentato solo il 15,6%. Allo stesso tempo, sempre in base ai più recenti dati forniti dalle società di consulenza, si stima che il danno per gli hotel della Grecia possa essere quantificato in un importo complessivo pari a 4,46 miliardi di euro, dei quali 3,26 miliardi imputabili ai cosiddetti “hotel stagionali” e i restanti 1,2 miliardi di euro relativi a strutture aperte tutto l’anno.
Secondo quanto contenuto nel report messo a punto da Ernst&Young il declino del traffico turistico è legato, da un lato, alle restrizioni imposte sui viaggi e alla chiusura dei confini e, dall’altro, ad una contestuale riduzione della domanda. In base alle stime prodotte dal ministero del turismo greco, che citano il report realizzato dall’Unione Europea in merito, le perdite del comparto – dirette e indirette – anche nel più ottimistico degli scenari avrebbero un valore vicino ai 10 miliardi di euro, recuperando solo 8 miliardi di euro rispetto ai 18,2 miliardi di introiti registrati nel 2019. La possibile estensione del periodo turistico a settembre, secondo le stime, non sarà sufficiente a coprire le perdite, nonostante la buona performance del paese nella gestione della pandemia.

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