Cruise & Maritime Voyages è fallita. Mistero sul futuro della flotta

South Quay Travel & Leisure, operativamente conosciuta come CMV, gestiva navi destinate al mercato britannico e tedesco (tramite il marchio Transocean Kreuzfahrten) per una movimentazione totale di circa 80.000 passeggeri all’anno.

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Purtroppo Cruise & Maritime Voyages ha alzato bandiera bianca: gli ultimi disperati tentativi di salvataggio della società non hanno dato risultati e la compagnia britannica è entrata in amministrazione controllata nel Regno Unito. Di conseguenza tutte le partenze programmate sono state cancellate lasciando di fatto tutti i passeggeri prenotati con il dubbio su come recuperare gli anticipi versati. Inoltre il sito internet è stato oscurato e sostituito da un triste messaggio sulla cessazione dell’attività e sulle informazioni di rito per i propri clienti. Si tratta quindi della seconda compagnia crocieristica fatta fuori dalla crisi seguita all’emergenza coronavirus. Infatti in precedenza Pullmantur Cruceros aveva ufficialmente chiuso la propria attività dichiarando di aver avviato la procedura concorsuale ai sensi delle leggi spagnole sull’insolvenza. In quel caso però ai suoi passeggeri con viaggi già prenotati è stata offerta la possibilità di riprotezione su navi degli altri brands del Royal Caribbean Group.

South Quay Travel & Leisure, operativamente conosciuta come CMV, gestiva navi destinate al mercato britannico e tedesco (tramite il marchio Transocean Kreuzfahrten) per una movimentazione totale di circa 80.000 passeggeri all’anno. Solamente la scorsa settimana Sky News aveva rivelato che CMV era in trattative con VGO Capital Management per un possibile accordo per il salvataggio del marchio; evidentemente queste hanno portato ad un nulla di fatto. Si tratta di una notizia che getterà nel panico circa 4.000 persone che lavoravano nella compagnia basata nell’Essex. Questa comunque è una notizia che era già nell’aria da tempo, infatti a causa della carenza di liquidità che stava vivendo la compagnia, 5 delle 6 navi della flotta erano state bloccate dalla Maritime and Coastguard Agency (MCA) britannica il mese scorso a seguito di denunce per ritardi nel pagamento degli stipendi e contratti scaduti dei propri marittimi. Nei mesi precedenti Novalpina Capital, una società di private equity, aveva cercato di strutturare un accordo per diverse settimane con i creditori esistenti di CMV. Si dice che i colloqui siano stati abbandonati quando la Barclays Bank ha deciso di non supportare un prestito garantito dallo stato da 25 milioni di sterline nel quadro del programma di aiuti alle grandi imprese la cui attività è stata fermata dal Coronavirus. In febbraio invece CMV aveva ricevuto un prestito da circa 60 milioni di Euro da parte della banca australiana Macquarie.

Cosa ne sarà ora della sua flotta composta da navi sia di proprietà che a noleggio? Nel caso di Pullmantur le tre navi sono state destinate alla demolizione in Turchia, mentre sul destino di quelle di CMV non si sa ancora nulla. Alcune sono davvero vetuste e quindi probabilmente non resta altro che venderle come rottame, parliamo quindi dell’Astoria (classe 1948) e della Marco Polo (classe 1965). La Magellan (classe 1985) e l’Astor (classe 1987) sono più moderne ma sarà difficile trovare acquirenti sul mercato dell’usato visto le dimensioni ridotte. Infine le più grandi Columbus (classe 1989) e Vasco de Gama (classe 1992) potrebbero essere le uniche con ancora un significativo valore di mercato. Questa notizia non sarà bene accolta da Carnival Corporation & Plc. che doveva cedere a CMV l’anno prossimo due navi del brand P&O Cruises Australia, parliamo di Pacif Dawn (classe 1991) e Pacific Aria (classe 1994). Un affare che quindi andrà in fumo in un momento in cui Carnival ha disperato bisogno di cedere navi per ridurre le spese ed aumentare la propria liquidità.

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