Nclh conta le perdite ma guarda al futuro

Monfalcone - Perdita netta di 715 milioni di dollari e posizione debitoria di 10,3 miliardi di dollari: questi in sintesi i risultati della seconda trimestrale 2020 del gruppo Norwegian Cruise Line Holdings

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Perdita netta di 715 milioni di dollari e posizione debitoria di 10,3 miliardi di dollari: questi in sintesi i risultati della seconda trimestrale 2020 del gruppo Norwegian Cruise Line Holdings (che opera con i marchi Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises). L’utile netto rettificato di 282,1 milioni di dollari dello stesso periodo del 2019 è ormai un lontano ricordo. Ovviamente questi numeri sono il risultato dell’uragano Coronavirus che ha colpito tutte le flotte crocieristiche del mondo e nel particolare Nclh che aveva annunciato lo scorso 13 marzo la sospensione della propria attività (che al momento dovrebbe terminare il 31 ottobre).

Quindi c’è da aspettarsi che la terza trimestrale porterà in dote numeri simili visto che riguarderà un altro periodo di completa inattività della flotta: «Nelle ultime settimane, abbiamo intrapreso ulteriori azioni per rafforzare la nostra posizione di liquidità in risposta alla pandemia globale di Covid-19, come a luglio l’aumento di capitale di 1,5 miliardi di dollari lordi che riteniamo ci farà resistere ad uno scenario di sospensioni di viaggio prolungato» spiega Frank Del Rio, presidente e amministratore delegato di Nclh. Tutti e tre i marchi hanno riprotetto gli ospiti delle crociere cancellate con l'offerta di crediti per viaggi futuri a valore aggiunto in genere del 125% in alternativa ai rimborsi in contanti. Fino al 3 agosto 2020, circa il 60% degli ospiti a cui è stato annullato il viaggio ha optato per il rimborso cash.

Al 30 giugno 2020 la compagnia aveva 1,2 miliardi di vendite di biglietti anticipati che comprendono circa 800 milioni di dollari di crediti per crociere future. Il mese scorso Nclh ha annunciato una collaborazione con il gruppo Royal Caribbean per la formazione di un gruppo di esperti, l’Healthy Sail Panel, col compito di sviluppare raccomandazioni per le compagnie di crociera per migliorare i loro protocolli sanitari, implementandone la sicurezza per preparare la ripresa sicura delle operazioni. Nel frattempo sono stati rimpatriati oltre 21 mila membri dell’equipaggio, in oltre 75 Paesi, attraverso una combinazione di voli aerei noleggiati e commerciali, oltre all’uso di alcune delle proprie navi per questo scopo. La compagnia continua ad adottare misure rapide e proattive per mitigare ulteriormente gli impatti finanziari e operativi della pandemia.

Questo piano d'azione include la riduzione dei costi e le misure di conservazione della liquidità come la riduzione delle spese operative e di capitale e l’ottenimento di finanziamenti aggiuntivi. La spesa media mensile prevista da Nclh durante il fermo delle flotte è di 160 milioni di dollari: questa include le spese operative delle navi e quelle amministrative, gli interessi, le tasse e le spese in conto capitale previste ed esclude i rimborsi in contanti ai clienti, nonché gli afflussi di cassa da prenotazioni nuove ed esistenti. Sono esclusi anche l'ammortamento del debito e i pagamenti delle nuove costruzioni che sono attualmente differiti fino al 31 marzo 2021. Il prezzo del carburante per tonnellata, al netto delle coperture, è aumentato a 594 dollari dai 493 del 2019: in questo trimestre il gruppo ha registrato una spesa per carburante di 49 milioni di dollari. Per concludere, anche se Nclh non può stimare con certezza l'impatto sulla propria attività della pandemia in corso, il gruppo si aspetta di concludere con una perdita netta sia il terzo trimestre con termine al 30 settembre 2020 che l’intero esercizio 2020.

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