Termoscanner e tamponi, tutti i preparativi sulle banchine

Genova - La prima soglia da oltrepassare è il termoscanner. Solo chi avrà una temperatura inferiore ai 37,5 gradi potrà proseguire verso l’imbarco. Ma con calma, perché i controlli non finiscono qui. Il Dpcm, all’allegato 17, li elenca con dovizia di particolari.Compilazione di questionario di screening, test molecolari Rt-Pcr, cioè tamponi, isolamento dei casi sospetti in un’ «area sicura precedentemente indicata dall’Autorità del porto»

di Francesco Margiocco

Genova - La prima soglia da oltrepassare è il termoscanner. Solo chi avrà una temperatura inferiore ai 37,5 gradi potrà proseguire verso l’imbarco. Ma con calma, perché i controlli non finiscono qui. Il Dpcm, all’allegato 17, li elenca con dovizia di particolari.

Compilazione di questionario di screening, test molecolari Rt-Pcr, cioè tamponi, «a quei passeggeri che, nei 14 giorni precedenti, si siano recati o siano transitati in uno dei paesi con trasmissione sostenuta del virus», isolamento dei casi sospetti in un’ «area sicura precedentemente indicata dall’Autorità del porto» per ulteriori test e valutazione medica da cui dipenderanno l’autorizzazione o meno all’imbarco: «Noi siamo pronti e lo eravamo già un mese fa - assicura Edoardo Monzani, amministratore delegato di Stazioni Marittime, la società che gestisce i terminal traghetti e crociere del porto di Genova -. Abbiamo allestito le sale dove far convogliare i passeggeri, misurare la febbre, fare i tamponi. Il personale medico e infermieristico è già pronto, tutto a carico di Msc. La compagnia ha preso la cosa molto sul serio, e sottoporrà tutti i passeggeri, prima dell’imbarco, a un tampone rapido. I casi dubbi saranno portati in un’area isolata, per controlli ulteriori e per un altro tampone, che sarà consegnato all’ospedale di San Martino, e lì verrà processato. Tutto dovrebbe svolgersi nell’arco di qualche ora, per permettere alla nave di salpare entro sera». Negli altri terminal crociere del Paese, l’organizzazione è più o meno la stessa. «Abbiamo investito molto nell’acquisto dei termo scanner, per il controllo della temperatura, e in una convenzione con la Croce rossa italiana, per avere un’ambulanza sempre pronta», dice il presidente dell’Autorità portuale di Palermo, Pasqualino Monti: «Abbiamo allestito una struttura per la gestione dei casi critici. Speriamo di non doverla usare».

Nel terminal di Trieste, dove la "Msc Magnifica" partirà il 29 agosto per un viaggio tra Adriatico, Ionio ed Egeo, «faremo entrare i passeggeri a scaglioni, per evitare assembramenti», dice Francesco Mariani, amministratore del terminal passeggeri. Intanto il porto di Napoli si prepara all’arrivo, il 18, della "Msc Grandiosa": «Il personale medico dell’Asl è pronto», dice Tommaso Cognolato, amministratore delegato del terminal. Regole ancora più severe riguardano gli equipaggi, con tamponi ogni 15 giorni per il 50% del personale, «al fine di coprire l’intero equipaggio ogni 30 giorni», ritorno immediato in cabina al termine dell’orario di lavoro, «nel caso in cui non possa essere assicurato il distanziamento sociale», obbligo, se il distanziamento non è garantito, di «restare nella propria cabina durante le ore di riposo» e di «ricevere e consumare tutti i pasti nella propria cabina». Per quanto riguarda il tema dei tamponi, le navi devono esserne dotate per rilevare casi sospetti riscontrati tra persone a bordo, ma non c’è l’obbligo del loro utilizzo all’imbarco, anche se la pratica viene comunque suggerita tra le misure di sicurezza e segnatamente proprio tra quelle per la gestione dei flussi di persone in entrata sulle navi.

Articolata la parte legata al segnalamento dei casi a bordo e della loro gestione al momento dello sbarco, con le necessarie relazioni tra la nave e la autorità locali marittime e sanitarie, così come le eventuali situazioni di gestione dello stress del personale marittimo, che si trova a operare in condizioni eccezionali.

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