La strana crociera figlia della pandemia / IL REPORTAGE

La crociera al tempo del Covid è irripetibile proprio per gli spazi a bordo, ma c’è il rischio che finisca presto: le compagnie ovviamente premono per far crescere il numero di passeggeri e la magia del silenzio a bordo rischia di finire

di Simone Gallotti

Napoli - Una cosa bellissima, che però rischiamo di non fare più. Persino David Foster Wallace, l’autore del celebre libro che aveva demolito le vacanze in crociera, si sarebbe trovato bene su Msc Grandiosa, il colosso da 6 mila passeggeri, pieno però a metà: non ci sono code, i locali a bordo sono liberi e persino il buffet sembra un posto normale. «È strano» confessa chi ha collezionato decine di viaggi in mare: nel ristorante giapponese ci sono una decina di passeggeri e giurano che nel periodo pre Covid in quel locale non si riuscisse nemmeno ad entrare per dare un’occhiata al cuoco asiatico che prepara cantando e ballando. Tutto diventa quasi intimo, persino i balli di gruppo al piano bar della lunga galleria interna che è il cuore della movida della nave. La crociera al tempo del Covid è irripetibile proprio per gli spazi a bordo, ma c’è il rischio che finisca presto: le compagnie ovviamente premono per far crescere il numero di passeggeri e la magia del silenzio a bordo rischia di finire. E poi c’è una questione di costi: muovere Grandiosa, l’ammiraglia di Msc prima a ripartire dopo il via libera arrivato a metà agosto, adesso costa anche di più, circa mezzo milione a viaggio per le misure di sicurezza anticovid. Più costi, meno passeggeri non è un’equazione felice per il mercato.

Domenica scorsa a Genova sono saliti in 700. Gli italiani sono la stragrande maggioranza, il resto sono soprattutto francesi. Il tampone prima di salire è veloce, al massimo si aspetta un’ora per i risultati. Il terzo viaggio va liscio nei controlli: tutti negativi e prua su Civitavecchia. Il secondo giorno salgono altri 300 passeggeri e alla fine delle tappe italiane a Palermo si arriverà a metà capienza Negli spostamenti all’interno della nave indossano tutti la mascherina. Non è obbligatoria, ma il pressing, gentile, dell’equipaggio scoraggia gli insofferenti. Le misure a bordo sono comunque strette: prima di mangiare gli uomini di Msc controllano che tutti si lavino le mani e le sanifichino con il gel. Poi tocca alla temperatura rilevata con il laser. Le operazioni di controllo filano via veloci, proprio perché la nave non è affollata. «L'andamento è positivo, le prenotazioni stano andando molto bene. Siamo ottimisti: le crociere hanno grande una grande prospettiva nel lungo periodo. Nel breve continueremo a lavorare molto seriamente per la sicurezza dei nostri passeggeri e per far ripartire il settore» dice Leonardo Massa, il country manager della compagnia guidata da Pierfrancesco Vago, salito a bordo per controllare ancora una volta che tutto funzioni a dovere.

A Napoli c’è il test dell’escursione. I passeggeri sono guardati a vista: «Per forza – spiega Agostino, la guida – l’ultima volta un uomo continuava a voler girare per i fatti suoi in città. Gliel’ho detto che non si poteva, ma quello niente, ha voluto fare di testa sua. E alla fine è rimasto a terra». Msc sul protocollo non transige: quando si scende a terra bisogna rimanere all’interno del percorso tracciato dalla compagnia. Persino l’aliscafo che porta a Capri è personalizzato: i 150 crocieristi salgono a bordo di un mezzo Snav, la compagnia di Gianluigi Aponte, numero uno anche di Msc. A terra non si possono visitare nemmeno i negozietti: perché chi è a bordo di Grandiosa è “certificato” dal tampone, gli altri non si sa. «A bordo mi sento sicura. Anzi più sicura che in un villaggio turistico» risponde Giorgia, la crocierista alla terza esperienza con Msc. Carlo e Stefania hanno festeggiato su Grandiosa la decima crociera: «Tutto bene, peccato per gli spettacoli». Il record è di Fausto e Nazarena: lui ha 96 anni, lei 83. —

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