Le navi della flotta Cruise & Maritime Voyages saranno vendute all’asta

Il sito internet della compagnia è stato oscurato e sostituito da un triste messaggio sulla cessazione dell’attività e sulle informazioni di rito per i propri clienti

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Le navi della “defunta” Cruise & Maritime Voyages saranno vendute all’asta il prossimo ottobre tramite il broker CW Kellock & Co in cinque lotti separati. Questo sarà il triste destino della flotta CMV che fino a pochi mesi fa era un punto di riferimento per i crocieristi britannici e tedeschi che amavano viaggiare con navi più classiche. Ricordiamo che CMV ha alzato bandiera bianca lo scorso luglio: gli ultimi disperati tentativi di salvataggio della società non hanno dato risultati e la compagnia britannica è stata messa in amministrazione controllata nel Regno Unito. Di conseguenza tutte le partenze programmate sono state cancellate lasciando di fatto tutti i passeggeri prenotati con il dubbio su come recuperare gli anticipi versati (alcuni fortunatamente hanno iniziato a ricevere i rimborsi). Inoltre il sito internet è stato oscurato e sostituito da un triste messaggio sulla cessazione dell’attività e sulle informazioni di rito per i propri clienti.

Si trattava quindi della seconda compagnia crocieristica fatta fuori dalla crisi seguita all’emergenza coronavirus. Infatti in precedenza Pullmantur Cruceros aveva ufficialmente chiuso la propria attività dichiarando di aver avviato la procedura concorsuale ai sensi delle leggi spagnole sull’insolvenza. In quel caso però ai suoi passeggeri con viaggi già prenotati è stata offerta la possibilità di riprotezione su navi degli altri brands del Royal Caribbean Group. L’asta riguarderà le seguenti navi: Vasco Da Gama, classe 1993 di 55.877 di tonnellate di stazza lorda (scadenza offerte 8 ottobre); Columbus, classe 1989 di 63.786 t.s.l. (scadenza offerte 12 ottobre); Magellan, classe 1985 di 46.052 t.s.l. (scadenza offerte 19 ottobre); Astor, classe 1987 di 20.704 t.s.l. (scadenza offerte 15 ottobre); Marco Polo, classe 1965 di 22.080 t.s.l. (scadenza offerte 22 ottobre). Ci sarebbe stata anche una sesta nave nella flotta, parliamo dell’Astoria (classe 1948). Quest’ultima però era a noleggio e già prima della crisi era previsto che questa tornasse al suo proprietario ad ottobre, un pool di banche. Il suo destino sarà probabilmente la demolizione, visto la sua lunga carriera iniziata come Stockholm (un triste ricordo per noi italiani visto che mandò a fondo la nostra Andrea Doria nel 1956). Tutte le navi sono a Tilbury e possono essere ispezionate previo accordo, ad eccezione della Marco Polo, che è ormeggiata ad Avonmouth e può anche lei essere visitata. In conformità con le varie ordinanze del tribunale a seguito dell'insolvenza di CMV, ogni nave deve essere venduta mediante un'offerta sigillata separata, "com'è dov'è" al momento della vendita.

Dopo l’asta che ne sarà di questa flotta? Nel caso di Pullmantur le sue tre navi sono state destinate alla demolizione in Turchia, mentre per quelle di CMV bisogna vedere le intenzioni degli eventuali acquirenti. Alcune sono davvero vetuste e quindi probabilmente non resta altro che venderle come rottame ad un demolitore, ad esempio la Marco Polo. La Magellan e l’Astor sono più moderne ma sarà difficile trovare acquirenti sul mercato dell’usato visto le dimensioni ridotte. Infine le più grandi Columbus e Vasco de Gama potrebbero essere le uniche con ancora un significativo valore. Ovviamente l’accordo con Carnival Corporation & Plc. che doveva cedere a CMV l’anno prossimo due navi del brand P&O Cruises Australia, parliamo di Pacif Dawn (classe 1991) e Pacific Aria (classe 1994) è ormai carta straccia. Un affare che quindi andrà in fumo in un momento in cui Carnival ha disperato bisogno di cedere navi per ridurre le spese ed aumentare la propria liquidità. Concludiamo ricordano che l'ex CEO di CMV, Christian Verhounig, ha recentemente completato l'acquisto di asset dalla sua ex compagnia. Questi includono i database dei clienti, i sistemi informatici, gli articoli per ufficio e altro ancora. Probabilmente Verhounig spera di rilanciare il brand magari acquistando alcune delle sue vecchie navi a prezzi stracciati.

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