Stoccolma, il porto che non ha mia chiuso alle crociere / IL CASO

Monfalcone - Il porto di Stoccolma ha annunciato che prevede di completare il 2020 con 29 scali di navi da crociera, un numero insignificante fino all’anno scorso, ma che in tempi di pandemia rappresenta un piccolo primato. L'approccio radicale della Svezia alla crisi del coronavirus (il Paese scandinavo ha sempre mantenuto aperte le imprese e le scuole) sta avvantaggiando l'industria delle navi da crociera

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Il porto di Stoccolma ha annunciato che prevede di completare il 2020 con 29 scali di navi da crociera, un numero insignificante fino all’anno scorso, ma che in tempi di pandemia rappresenta un piccolo primato. L'approccio radicale della Svezia alla crisi del coronavirus (il Paese scandinavo ha sempre mantenuto aperte le imprese e le scuole) sta avvantaggiando l'industria delle navi da crociera. Infatti a differenza della quasi totalità dei porti a livello globale, lo scalo di Stoccolma è sempre stato aperto: il problema era che mancavano le navi visto che tutte le compagnie crocieristiche avevano sospeso l’attività delle loro flotte. Ora la situazione invece è cambiata e grazie alla ripresa soprattutto del mercato tedesco, Stoccolma ha allungato la sua solita stagionalità (maggio-ottobre) programmando anche tre scali a dicembre.

Secondo Stefan Scheja, responsabile del servizio crociere e traghetti, per il porto e per la città è stato fantastico poter dimostrare di avere un'attività in corso e che i passeggeri erano disposti a salire a bordo e viaggiare. Inoltre le toccate invernali sono state un effetto inaspettato e positivo del Covid 19. I clienti di Stoccolma che hanno ripreso l’attività sono due marchi tedeschi, Tui Cruises ed Hapag-Lloyd Kreuzfahrten. La prima è impegnata nelle cosiddette crociere blu di sola navigazione turistica senza possibilità di scendere a terra per gli ospiti. Così "Mein Schiff 1" e "Mein Schiff 2" giungono a Stoccolma e manovrano davanti alla città vecchia (Gamla Stan), per permettere ai passeggeri di ammirare il profilo urbano della capitale svedese.

Ormeggiano sì in banchina ma solo per sosta tecnica senza che nessuno a bordo possa mettere piede in città. Tui Cruises ha prenotato un totale di 20 approdi in questa modalità e per ora non sono previsti cambiamenti organizzativi. C’è da chiedersi se vale la pena arrivare per i passeggeri tedeschi a Stoccolma senza poter sbarcare: la risposta è probabilmente sì. Infatti per raggiungere la città le navi devono impiegare circa cinque ore di navigazione tra isole e canali in un panorama mozzafiato. Questa via d’acqua è normalmente molto trafficata e ogni giorno si assisteva (prima dell’emergenza coronavirus) dalla mattina e alla sera ad una fila indiana di traghetti e navi da crociera che entravano ed uscivano dai vari porti della città.

Nonostante si costeggi diversi villaggi a pochi metri dalla sponda, qui non risultano proteste in stile veneziano, anche se la mole di traffico è maggiore. Differente scelta invece per Hapag-Lloyd che porta in città equipaggio e passeggeri delle navi "Hanseatic Inspiration", "Europa" ed "Europa 2". Il 7 settembre queste ultime due navi sono state le prime navi passeggeri a visitare Stoccolma e sbarcare gli ospiti a terra. Hanno raggiunto la Svezia con un numero ridotto di persone, che hanno potuto partecipare a tour organizzati a terra ma anche scendere in autonomia (idem i membri dell'equipaggio in libera uscita).

Si tratta di una scelta molto meno prudente delle nostre Msc Crociere e Costa Crociere che con la ripresa dei viaggi consentono ai passeggeri di sbarcare solo con escursioni organizzate protette, mentre al personale di bordo è tassativamente vietato lo sbarco. Ricordiamo che già lo scorso giugno 2020 il porto di Stoccolma ha riconosciuto la possibilità che le navi provenienti dal mercato tedesco (che rappresentava circa il 25% del traffico annuale) fossero autorizzate alla visita della città. Il porto ha sviluppato un piano di gestione del virus, elaborato insieme al porto di Göteborg, che segue le raccomandazioni delle autorità svedesi e della struttura dell'Emsa (l'Agenzia europea per la sicurezza marittima). Queste procedure potrebbero essere modificate in accordo con le autorità in qualunque momento, se dovesse mutare la situazione sanitaria.

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