Ripartire o fermare tutto? Le crociere attendono la decisione degli Usa / IL CASO

La Casa Bianca ha bloccato il tentativo di una nuova proroga del “No Sail Order” fino a febbraio su iniziativa dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Le crociere negli Stati Uniti potrebbero finalmente riprendere, situazione sanitaria permettendo, il primo novembre. Questo è quanto sta emergendo dal dibattito istituzionale nel Paese che è il motore principale dell’industria crocieristica. La Casa Bianca ha infatti bloccato il tentativo di una nuova proroga del “No Sail Order” fino a febbraio su iniziativa dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), una decisione che avrebbe seriamente rischiato di affondare l’industria crocieristica. Il divieto, inizialmente istituito a primavera e successivamente prorogato, era scaduto il 30 settembre. Pochi giorni prima, Robert Redfiled, il direttore dei CDC, aveva raccomandato la proroga fino a febbraio, preoccupato che le navi da crociera potessero diventare di nuovo pericolosi focolai di infezione. Ma nel corso di un incontro della task force sul coronavirus organizzata alla Casa Bianca, il piano del Dott. Redfiled è stato stoppato. Così il CDC ha emesso una proroga per il “No Sail Order” di solo un mese, quindi fino al 31 ottobre.

Ricordiamo che in questa data scade anche il termine della sospensione volontaria delle operazioni da/per gli Stati Uniti promossa dalla CLIA e alla quale hanno aderito tutte le principali compagnie del mondo. L’amministrazione Trump nelle sue intenzioni dovrebbe permettere così, a partire dal primo novembre, la ripresa del traffico crocieristico nei porti statunitensi. Redfiled, messo al muro dalle decisioni del Governo centrale, ha avvertito che consentire alle navi di salpare senza adeguate precauzioni potrebbe portare a un disastro per la salute pubblica. Questa sua presa di posizione rende ancora più precario il suo ruolo, visto che i continui scontri con la Casa Bianca lo pongono in una situazione a rischio di taglio, secondo alcune fonti giornalistiche. Il settore delle crociere ha una notevole influenza politica in Florida, uno Stato per il quale il Presidente americano Trump sta combattendo duramente per raccoglierne i favori elettorali. Quindi dopo le resistenze dei mesi passati sotto la pressione anche delle compagnie aeree il tycoon sembra essersi avvicinato alle posizioni dell’industria delle crociere. Nelle ultime settimane ci sono state prese di posizioni molto dure di Frank del Rio, numero uno di Norwegian Cruise Line Holdings, che aveva ricordato quanto fosse più stretto il contatto tra le persone in un aereo rispetto ad una nave da crociera. Inoltre i lavoratori del settore hanno iniziato a manifestare a Miami, la capitale mondiale delle crociere, temendo che i loro posti di lavoro siano a rischio se il settore non inizia a ripartire. Probabilmente verrà organizzato un nuovo meeting (dopo quello di aprile) tra i vertici dei tre grandi gruppi crocieristici statunitensi con la task force della Casa Bianca per mettere a punto e condividere le basi per la ripresa delle crociere negli States. Fondamentale in tal senso sarà la condivisione dei protocolli di sicurezza studiati e messi a punto in questi mesi dalle compagnie. Sicuramente il modello italiano farà scuola, con la ripartenza prima di MSC Crociere e poi di Costa Crociere avvenuta in totale sicurezza a partire dalla metà di agosto. Il nostro Paese è quindi un esempio virtuoso da seguire in questo campo ed ha dimostrato che la nave da crociera può essere la vacanza più sicura in questo momento. Nel frattempo la prima compagnia a reagire alle novità è stata Carnival Cruise Line che ha annunciato che la ripartenza delle proprie navi avverrà dai porti di Miami e Port Canaveral, mentre tutte le altre partenze di novembre e dicembre dagli altri home ports sono state cancellate.

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