Elettricità da terra, Costa Crociere a caccia di partner

Nel bilancio di Sostenibilità 2019 della compagnia, pubblicato ieri, si legge tra l’altro che sono in corso test per l’utilizzo dell’energia elettrica da terra durante la sosta in banchina delle navi

di Alberto Quarati

Genova - Costa Crociere (gruppo Carnival) è alla ricerca di nuovi soci, pubblici o privati, sulle banchine italiane per sviluppare progetti legati all’alimentazione da terra delle navi con l’energia elettrica. Sono diverse le Autorità di sistema portuale che hanno compiuto investimenti negli ultimi anni sull’elettrificazione delle banchine: prima a realizzare un’infrastruttura a servizio delle navi da crociera è stata Livorno, Genova ha un’infrastruttura già operativa alle Riparazioni navali ed è in attesa dei bandi per la realizzazione dell’infrastruttura alle Stazioni marittime (dove Costa è azioniste con piccole quote e ha in progetto un nuovo terminale a Calata Gadda), e proprio al Terminal di Savona (di cui Costa è concessionario), mentre La Spezia prevede un sistema analogo nel futuro terminal crociere, dove anche qui Costa sarà nella compagine azionaria insieme a Msc e Royal Caribbean: nel solo arco ligure, il campo di manovra insomma è potenzialmente vasto.

Nel bilancio di Sostenibilità 2019 della compagnia, pubblicato ieri, si legge tra l’altro che sono in corso test per l’utilizzo dell’energia elettrica da terra durante la sosta in banchina delle navi, in sinergia con i porti, dal momento che entro la fine del 2020 «il 50% della flotta Costa sarà pronta a utilizzare l’energia da terra». La compagnia sta investendo parecchio sulle energie alternative: dai progetti più sperimentali, come la produzione di gas naturale liquefatto dai rifiuti organici, alla produzione di scrubber (catalizzatori per le ciminiere) con la controllata Ecospray, alle navi alimentate a gas, operative e in consegna: “Costa Smeralda”, ammiraglia inaugurata nel 2019 e prima nave della flotta di Costa Crociere ad essere alimentata a Gnl, a “Costa Toscana”, che arriverà nel 2021, oltre alle unità già operative nella flotta della controllata tedesca Aida.La compagnia si era posta l’obiettivo di ridurre del 40% rispetto al 2008 le emissioni di CO2 entro il 2020, con 10 anni di anticipo rispetto a quanto indicato dall’Imo (International maritime organization). Il risultato è stato raggiunto lo scorso anno. —

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