Crociere, la pandemia costa 135 miliardi di dollari. L'Italia prova a invertire la rotta / L'INCHIESTA

Per l’Italia la crisi delle crociere non è una buona notizia: Clia calcola che si sono volatilizzati 1,4 miliardi di dollari, 10 mila posti di lavoro e 344 milioni di dollari di salari.

La Costa Smeralda, prima nave a gas della flotta genovese

di Simone Gallotti

Genova - Il danno ha proporzioni apocalittiche. Un’intera industria da 150 miliardi di dollari è stata quasi azzerata. Le crociere per colpa del virus hanno perso circa il 90% del giro d’affari. Un colpo che avrebbe messo in ginocchio molti settori, non quello dei viaggi in nave. «Come le maree, torneremo a navigare. Più forti di prima» dice al Secolo XIX il direttore generale di Clia, l’associazione che raduna i gruppi del settore. L’inchiesta sui conti e sulle prospettive, con i dettagli del colpo che ha subito l’industria e le ripercussioni per il nostro Paese, è da oggi online sul sito del Secolo XIX.

Per l’Italia la crisi delle crociere non è una buona notizia: Clia calcola che si sono volatilizzati 1,4 miliardi di dollari, 10 mila posti di lavoro e 344 milioni di dollari di salari. Ed è solo l’effetto diretto: la perdita totale, considerando anche l’indotto del settore nel nostro Paese, fa salire la voragine a 3,5 miliardi di dollari, oltre 24 mila posti di lavoro e più di 850 milioni di dollari in meno di stipendi. I segnali positivi arrivano però dall’esperienza di Costa e Msc che sono ripartite: il numero dei passeggeri non è da record come nel periodo pre-pandemia, ma è sufficiente per far sapere al mondo che non tutte le navi da crociera sono ferme nei porti o in rada. Serve anche per far dimenticare l’immagine delle navi in demolizione nei cantieri turchi. Una mossa necessaria che i colossi americani hanno dovuto prendere per tagliare i costi e ridurre una flotta ormai sovradimensionata.

La strategia per uscirne è ancora difficile da ipotizzare: «Non esistono risposte semplici, ma possiamo assicurare che abbiamo l’esperienza, la competenza e le risorse per essere riconosciuti come i leader mondiali del turismo sicuro e responsabile - dice al nostro giornale Kelly Craighead la presidente e ad di Clia Global - Ad esempio: l’industria crocieristica oggi sottopone a test regolare la totalità dei passeggeri e degli equipaggi prima di salire a bordo. E questo ha reso la crociera il modo più sicuro di viaggiare». I leader mondiali della costruzioni di navi da crociera sono europei. E in cima alla ristretta classifica c’è Fincantieri. Le ripercussioni per ora sono relegate ai ritardi nelle consegne. Eppure si aprono opportunità anche in questo momento di crisi. E i genovesi sono in pole: «Anche noi ci stiamo preparando alla ripartenza del settore – spiega Riccardo Pompili, il manager genovese che guida il gruppo De Wave, colosso del settore che dà lavoro a mille persone – Il mercato è cambiato e adesso le compagnie dovranno adeguare le navi ai nuovi standard che gli stessi armatori hanno definito. Si tratta di misure e di infrastrutture che è necessario realizzare all’interno della nave, in grado di garantire una crociera ultra sicura». —

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