La compagnia greca Seajets compra sei navi da crociera. Qual è il suo obiettivo? / FOCUS

La compagnia al momento non ha ancora comunicato i suoi piani. Le ipotesi sono due: o la nascita di un nuovo brand o la vendita delle unità sul mercato dell’usato una volta passata la crisi. VesselsValue stima l’attuale valore di mercato della Columbus 11,2 milioni di dollari e valuta la Magellan 8,36 milioni

di Matteo Martinuzzi

Trieste - La compagnia greca di traghetti Seajets sta facendo la spesa sul mercato dell’usato di navi da crociera. Sono ben sei quelle acquistate fino ad oggi dal gruppo greco che oggi possiede 17 unità adibite al trasporto passeggeri tra i porti e le isole greche.

Vediamo di ricapitolare gli acquisti fatti dall’estate scorsa dall’armatore di Seajets Marios Iliopoulos. Prima nave ad essere rilevata è stata Oceana (77.499 tonnellate di stazza lorda) di P&O Cruises. Consegnata dallo stabilimento Fincantieri di Monfalcone a Princess Cruises come Ocean Princess nel 2000, ad oggi è la nave più grande rilevata da Seajets che l’ha ribattezzata Queen of the Oceans. Poi la spesa è proseguita con altre due unità provenienti dal gruppo Carnival Corporation & Plc., parliamo di Maasdam (55.575 t.s.l.) e Veendam (57.092 t.s.l.) di Holland America Line.

Entrambe sono state realizzate da Fincantieri, la prima a Monfalcone con consegna nel 1993 e la seconda a Venezia-Marghera nel 1996. Sono state ribattezzate dal nuovo proprietario rispettivamente Agean Myth ed Agean Majesty. Riguardo queste operazioni non sono stati comunicati i valori delle transazioni, anche se certamente sono stati molto bassi e sotto il valore di mercato visto il disperato bisogno di Carnival di ridurre la propria flotta. Infatti prima dello scoppio della pandemia la corporation statunitense contava oltre 100 navi da crociera suddivise tra 9 marchi differenti.

Decisamente troppe da gestire in disarmo dopo il fermo delle flotte mondiali: così il gruppo ha deciso di disfarsi di 18 unità tra demolizioni e vendite a prezzi probabilmente stracciati e qui Seajets è stata lesta ad approfittare della situazione. Una delle vittime della crisi a causa del Covid-19 è stata la britannica Cruise & Maritime Voyages che ha dovuto dichiarare fallimento, così le sue navi sono state messe all’asta e i contratti già firmati per nuove acquisizioni sono divenuti carta straccia. Anche qui Seajets ha approfittato della situazione. Originariamente Carnival Corporation si era già accordata per cedere nel 2021 a CMV la Pacific Aria (55.819 t.s.l.) la ex Ryndam consegnata dallo stabilimento Fincantieri di Monfalcone nel 1994. Saltato l’accordo per l’insolvenza di CMV, è subentrata Seajets che ha rilevato la nave rinominandola Agean Goddness. Infine, all’asta giudiziaria indetta per la vendita delle navi CMV, gli ultimi due “colpi” di Iliopoulos che si è portato a casa prima la nave più grande della flotta, la Columbus (63.786 t.s.l.), e poi la Magellan (46.052 t.s.l.).

La prima è una nave realizzata dai Chantiers de l’Atlantique nel 1989 con il nome di Star Princess, la seconda invece è nata nel 1985 presso gli Aalborg Vaerft con il nome di Holiday. In questo caso sappiamo anche quanto ha pagato Seajets per portare a case le due navi, la più grande ha richiesto un esborso di 5,3 milioni di dollari, mentre l’altra “solamente” 3,4 milioni, un vero prezzo da saldo.

La domanda che sorge spontanea è cosa se ne farà Seajets di tutte queste navi? La compagnia al momento non ha ancora comunicato i suoi piani. Le ipotesi sono due: o la nascita di un nuovo brand o la vendita delle unità sul mercato dell’usato una volta passata la crisi. VesselsValue stima l’attuale valore di mercato della Columbus 11,2 milioni di dollari e valuta la Magellan 8,36 milioni. Quindi più del doppio di quanto speso dall’armatore greco.

Ci si potrebbe aspettare per tutte queste navi un bel guadagno su una eventuale rivendita quando il Covid sarà solo un brutto ricordo. L’altra opzione è la nascita di una nuova compagnia crocieristica, operazione comunque difficile per chi ha solo gestito piccoli traghetti. Sei navi sono troppe per operare solo sul mercato greco come Celestyal Cruises. Quindi una flotta così potrebbe essere benissimo utilizzata sul mercato internazionale con un “gioiello” come la Queens of the Oceans che potrebbe avere ancora un grande appeal. Inoltre, visto le sue dimensioni, sembra troppo grande per operare solo tra i porti e le isole greche.
Non resta che attendere comunicazioni ufficiali.

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