Savona dà il benvenuto alla Eco Valencia, nave ibrida del Gruppo Grimaldi

La nave effettuerà una triangolazione fra Livorno, Savona, Barcellona, Valencia e poi ancora a Livorno, toccando il porto savonese due volte alla settimana. Nei suoi garage possono essere caricati oltre 7.800 metri lineari di merci rotabili: una capacità con cui gli operatori contano di conquistare nuovi mercati

La nave Eco Valencia

di Giovanni Vaccaro

Savona - Primo accosto, ieri sera a Savona, per la Eco Valencia, nuova ammiraglia della flotta ro-ro del Gruppo Grimaldi. Una nave fuori dal comune, per le dimensioni, il doppio delle unità in servizio, ma soprattutto perché è la prima di dodici navi ibride che la compagnia partenopea ha commissionato al cantiere cinese Jinling di Nanjing per un drastico rinnovo del parco e per avviare una politica di marketing che punta sui servizi di livello superiore e a emissioni zero durante le soste nei porti.

La nave, lunga 238 metri e larga 34, 67.311 tonnellate di stazza lorda e una velocità di crociera di 20,8 nodi, è partita alle 17,30 da Livorno e ad accoglierla nella prima tappa del viaggio inaugurale, ieri sera alla banchina savonese, sono stati Paolo Canavese, dirigente dell’Autorità di sistema portuale a capo dell’Ufficio territoriale di Savona, Giorgio Blanco, amministratore delegato di Savona Terminal Auto, che da poco tempo fa parte del Gruppo Grimaldi, e di Marittima Spedizioni, Francesco Cimmino, comandante della Capitaneria di porto. Una manovra “soft”, quella di ingresso nel porto di Savona, agevolata dalla presenza di due eliche di prua per le manovre e da condizioni meteo ideali, con brezza leggera di appena cinque nodi.

«Non nascondo di essere emozionato – ha commentato Blanco -, sono molto legato al mare fin da bambino e ora, nel vedere arrivare una nave così, provo un enorme piacere. Oltre alle caratteristiche tecniche, è anche esteticamente molto bella». Il cuore ibrido, ossia con i servizi di bordo alimentati con la sola energia elettrica immagazzinata dalle batterie al litio, che si ricaricano durante la navigazione mediante “shaft generators” e 600 metri quadrati di pannelli fotovoltaici.

Un sistema che le permette di non generare emissioni, specie in un porto come Savona, quasi in centro città. «E’ un bel biglietto da visita – spiega Blanco -, anche per le dimensioni: può caricare 500 semirimorchi, contro i 250-270 delle altre eurocargo». Alla partenza da Livorno, Emanuele e Guido Grimaldi, amministratore delegato e direttore commerciale del gruppo, hanno detto chiaro che sarà strategica per rendere più efficienti ed ecosostenibili i servizi fra Italia e Spagna.

La nave effettuerà una triangolazione fra Livorno, Savona, Barcellona, Valencia e poi ancora a Livorno, toccando il porto savonese due volte alla settimana. Nei suoi garage possono essere caricati oltre 7.800 metri lineari di merci rotabili: una capacità con cui gli operatori contano di conquistare nuovi mercati.

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