Navi da crociera a fine corsa: sono già una quindicina quelle in attesa di rottamazione / L'ANALISI

I primi due gruppi crocieristici mondiali sono quelli che hanno scelto subito questo drastico modo per ridurre le capacità delle proprie flotte e le spese di gestione del disarmo a partire dallo scorso marzo

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Sono ormai una quindicina le navi da crociera già avviate alla demolizione o in procinto di esserlo. Questi sono i tristi numeri di quella che sembra una mattanza di navi bianche causata dall’impatto devastante della pandemia sul settore crocieristico. Normalmente potevamo indicare in circa 40 anni il ciclo vitale di una nave da crociera, 25 in media con il committente originale e 15 con armatori che operano con l’usato.

Ora queste statistiche sono letteralmente saltate e ci siamo trovati di fronte a casi estremi dove le fiamme ossidriche hanno iniziato a fare a pezzi navi con solo 24 anni di vita. I primi due gruppi crocieristici mondiali sono quelli che hanno scelto subito questo drastico modo per ridurre le capacità delle proprie flotte e le spese di gestione del disarmo a partire dallo scorso marzo. Carnival Cruise Line ha annunciato gli accordi con specialisti turchi per la “decostruzione” ecosostenibile di Carnival Fantasy, Carnival Imagination e Carnival Inspiration.

La prima (classe 1990) è stata spiaggiata per prima sull’arenile di Aliaga e i lavori di demolizione sono già a buon punto. La seconda (classe 1995) e terza (classe 1996) sono ormai immobilizzate sull’arenile in Turchia e presto anche loro inizieranno a scomparire nonostante la loro giovane età (25 e 24 anni). Ma non è solo il marchio Carnival ad aver deciso di demolire alcune navi, infatti la spiaggia di Aliaga ospita anche delle navi che il Royal Caribbean Group ha ritenuto superflue. Parliamo della Monarch (classe 1991) e della Sovereign (classe 1987) di Pullmantur Cruceros che ha ufficialmente chiuso la propria attività dichiarando di aver avviato la procedura concorsuale ai sensi delle leggi spagnole sull’insolvenza.

La demolizione della nave più vecchia sta procedendo già velocemente, mentre la terza nave di Pullmantur, l’Horizon è in disarmo in Grecia probabilmente in attesa dello stesso destino. Stessa sorte dovrebbe toccare alla Costa Victoria (1996), già venduta ad una società di San Giorgio del Porto e che ora si trova a Piombino in attesa degli eventi. Ma gli amanti di questa nave ancora giovane sperano che possa trovare una seconda vita come nave-alloggio. Anche Marella Cruises ridurrà la propria flotta per superare questo periodo. Ha già annunciato che Marella Celebration (classe 1984) non riprenderà la navigazione commerciale, mentre Marella Dream (classe 1986), già Costa Europa, pare destinata anche lei alla spiaggia di Aliaga, anche se non ci sono conferme ufficiali in tal senso.

Gli armatori non amano pubblicizzare la fine delle loro navi. Per questo motivo Bahamas Paradise Cruise Line ha smentito la vendita per demolizione della sua Grand Celebration (classe 1987), anch’essa un breve passato in Costa. Ma l’AIS della nave mostra che è in navigazione verso l’India in un porto vicino alla tristemente nota spiaggia di Alang. Per chi non la conoscesse si tratta di uno dei cimiteri di navi più famosi al mondo dove le demolizioni avvengono in maniera selvaggia senza seguire particolari norme di sicurezza. Alang dovrebbe essere la destinazione finale anche della Karinika (classe 1990) dell’ormai “defunta” Jalesh Cruises che ha chiuso i battenti stritolata dalla pandemia. La ONG giapponese Peacebot invece ha acquistato una nuova nave e quindi dovrebbe rottamare le sue due più vecchie che si trovano in disarmo in Grecia e in Giappone.

La prima è la Zenith (classe 1992) e la seconda è la Ocean Dream (classe 1982) anche lei con un passato in Costa. Le ultime due navi già destinate alle demolizione provengono dalla fallita Cruise & Maritime Voyages. Parliamo dell’Astor (classe 1987) e della Marco Polo (classe 1965). La prima è stata acquistata all’asta dai demolitori di Aliaga per 1,7 milioni di dollari, la seconda invece per 2,7 milioni.
Ma per quest’ultima non si sa ancora la destinazione finale. C’è da chiedersi quante faranno ancora questa fine prima che il mercato crocieristico si riprenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA