Stati Uniti, dall'autorità sanitaria schiaffo alle crociere: "Non sono ancora un posto sicuro"

"È particolarmente importante che le persone con un elevato rischio di malattie gravi evitino di viaggiare su navi da crociera, comprese quelle fluviali", dice il CDC

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Non c’è pace per le crociere negli Stati Uniti: dopo il caso “SeaDream” che ha scatenato dure polemiche sulla ripresa dell’attività crocieristica, i CDC (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) hanno emesso l’ennesima allerta verso chi potenzialmente potrebbe essere interessato ad intraprendere un viaggio di piacere in nave. Infatti il livello di attenzione per le crociere è stato elevato al quarto grado che indica un livello molto alto di rischio di contrarre il Covid-19.

«Il CDC raccomanda a tutte le persone di evitare di viaggiare sulle navi da crociera, comprese le crociere fluviali, in tutto il mondo, perché il rischio di Covid-19 sulle navi da crociera è molto alto. È particolarmente importante che le persone con un elevato rischio di malattie gravi evitino di viaggiare su navi da crociera, comprese quelle fluviali», è l’allarmante contenuto della nota dell’agenzia statunitense.

Il CDC ha inoltre consigliato ai viaggiatori che decideranno comunque di partire per una crociera, di sottoporsi al test covid dai 3 ai 5 giorni dopo il viaggio e di rimanere a casa per 7 giorni una volta sbarcati, anche nel caso in cui l’esito risultasse negativo. Nel caso non venisse fatto il test, viene raccomandata una “clausura” addirittura di 14 giorni dopo la crociera. Ricordiamo che si tratta solo di un “suggerimento” da parte del CDC, ma questo pronunciamento contro le crociere non potrà che contribuire a mantenere una domanda “fiacca”. Si tratta di una decisa retromarcia da parte dell’ente statunitense che aveva revocato il “no sail order” (divieto di navigazione in acque statunitensi) alla fine di ottobre.

Ricordiamo che quest’ultimo era rimasto in vigore dopo diverse proroghe dal 14 marzo. Successivamente è stata emanata una nuova ordinanza, il “Conditional Sailing Order”. Quest’ultima consente le operazioni crocieristiche negli Stati Uniti a patto che siano rispettate le condizioni imposte dal CDC, necessarie per ridurre drasticamente il rischio di contagio a bordo da Covid-19 (misure che risultano più severe di quelle europee). Oltre il doppio tampone (imbarco e sbarco) vengono richiesti dei viaggi di prova per testare i protocolli a bordo. Quindi per le compagnie la possibile ripartenza, oltre che lenta sarà gravata dai costi di viaggii senza passeggeri paganti.

Ricordiamo che due settimane fa due senatori democratici statunitensi hanno formalmente chiesto al Direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), Robert Redfiled, di riattivare il “No Sail Order”, scaduto il 31 ottobre.

Questa iniziativa faceva seguito al recente caso di sette passeggeri risultati positivi al Covid-19 a bordo della piccola nave SeaDream I durante una prima crociera post lockdown ai Caraibi. Quindi dopo l’inziale entusiasmo, i maggiori players statunitensi del settore sembra stiano procedendo molto cauti verso una ripartenza delle prime navi negli USA. Infatti, appena revocato il divietò di navigazione, c’era stata la speranza di poter riprendere l’attività commerciale per le festività natalizie, il periodo dell’anno dove le compagnie possono monetizzare dal massimo le proprie crociere.

Vista però l’impossibilità di soddisfare in poco tempo i requisiti richiesti al CDC è diventato chiaro che anche il Natale sarà perduto. Quindi le compagnie hanno deciso di cancellare tutti i viaggi fino al 31 dicembre. Nei giorni scorsi però il gruppo Carnival Corporation & Plc. ha deciso che era più opportuno prendersi ulteriore tempo. I suoi brand premium Holland America Line e Princess Cruises hanno annunciato addirittura il fermo delle proprie operazioni fino al 31 marzo. Il che vuol dire che le rispettive flotte rimarranno ferme per più di un anno, cosa che nessuno mai si sarebbe aspettato.

Questo inoltre ha generato un danno economico incalcolabile. Il brand Carnival Cruise Line invece ha per ora optato per una sospensione fino al 31 gennaio, idem per Disney Cruise Line. Ora quindi non resta che attendere le mosse del Royal Caribbean Group e di Norwegian Cruise Line Holdings.

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