E se Pullmantur Cruceros tornasse sul mercato?

Nel frattempo il sito della compagnia risulta ancora attivo dove incredibilmente è possibile prenotare le crociere di navi attualmente in demolizione. La scorsa estate le due navi più grandi della flotta sono state spiaggiate ad Aliaga in Turchia

di Matteo Martinuzzi

Trieste - A volte ritornano? Questo potrebbe essere il futuro di Pullmatur Cruceros, nonostante ora sia senza navi, senza dipendenti e senza una sede. Ricordiamo che la scorsa estate i due azionisti Royal Caribbean Cruises Ltd e Cruises Investment Holding hanno dichiarato di aver richiesto la riorganizzazione della loro joint venture Pullmantur Cruceros, una particolare procedura concorsuale ai sensi delle leggi spagnole sull’insolvenza.

Oggi l’amministrazione fallimentare, presieduta da Francisco Vera, ha accettato il nuovo accordo di cooperazione proposto tra il Gruppo Pullmantur e il Gruppo Royal Caribbean al fine di garantire la redditività del marchio crocieristico spagnolo.

Nel frattempo il sito della compagnia risulta ancora attivo dove incredibilmente è possibile prenotare le crociere di navi attualmente in demolizione. La scorsa estate le due navi più grandi della flotta sono state spiaggiate ad Aliaga in Turchia dove il loro smantellamento è già a buon punto. Parliamo della Monarch e della Sovereign. Una terza nave, la Horizon, si trova in disarmo in Grecia e pure il suo destino pare segnato.

Nei giorni scorsi il sito “cruises-info.com” aveva raccontato che Pullmantur aveva comunicato alle agenzie di viaggio, che stavano ancora commercializzando i viaggi per la prossima stagione, che non avrebbe ripreso le operazioni fino al dicembre 2021. Sono state proposte due alternative: il rimborso completo dei pagamenti effettuati dai clienti o un voucher del 125% dell'importo versato per viaggiare su navi Royal Caribbean International o Celebrity Cruises dal 31 dicembre 2021 al 30 dicembre 2022.

Il destino dei 311 dipendenti della sede spagnola è ancora ignoto visto che la società è stata sfrattata alla fine di settembre dalla sede che occupava nella zona di Campo de las Naciones a Madrid a causa del mancato pagamento dell'affitto; ora occupa un paio di uffici in un altro edificio nella stessa zona.

In questo quadro desolante, Pullmantur sta procedendo con il suo processo di riorganizzazione necessario per garantirsi un futuro insieme al piano per l’esecuzione dei cosiddetti “Future Cruise Credits”. Va ricordato che è dallo scorso agosto, cioè da quando è avvenuta la nomina di Francisco Vera, che l’amministrazione fallimentare si sta prodigando per garantire la continuità aziendale.

«Crediamo nel potenziale di una compagnia di navigazione delle dimensioni di Pullmantur Cruceros e stiamo lavorando in modo deciso al “business plan” con l'obiettivo di scommettere sulla redditività della compagnia. Inoltre vogliamo rassicurare quei clienti che hanno usufruito dei Future Cruise Credits che stiamo lavorando duramente per far sì che ognuno di loro riceva il risarcimento pattuito a seguito della cancellazione della prenotazione» ha dichiarato Vera. Allo stesso modo, se i clienti preferiscono il rimborso delle somme già pagate a Pullmantur, avranno anche la possibilità che il Royal Caribbean Group rimborsi loro il denaro versato.

La domanda però sorge spontanea: senza nessuna nave in flotta come è possibile programmare la ripresa dell’attività? Prima dello scoppio della pandemia era previsto che l’anno prossimo Royal Caribbean International trasferisse a Pullmantur la Grandeur of th Seas. Ma dopo il fermo della flotta spagnola lo scorso 13 marzo questa operazione dovrebbe essere stata cancellata.

Ora nel piano di ripresa invece vengono citate due navi classe “Millenium” di Celebrity Cruises come nucleo per ripartire (non si sa ancora quando). Queste navi consegnate tra il 2000 e il 2002 sono decisamente più grandi e di circa dieci anni più giovani rispetto a quelle che sono state mandate in demolizione. Si tratterebbe di un deciso passo in avanti per la compagnia che nel 2019 aveva trasportato 406.000 passeggeri, 40% dei quali spagnoli.

Questi i propositi dell’amministrazione fallimentare per una società che già prima del Covid navigava in cattive acque. Però questi programmi non possono prevedere come ne uscirà l’economia spagnola alla fine della pandemia, quindi l’incognita sul futuro di Pullmantur rimane.

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