Caraibi, niente crociere da Miami? "Facciamole partire dal Messico"

Monfalcone - Cozumel, il principale scalo crocieristico messicano, si candida come home port per dribblare le incertezze sulla ripartenza delle crociere dagli Stati Uniti. Infatti questa popolare destinazione, prima della crisi sanitaria, ospitava come scalo di transito alcuni milioni di passeggeri all’anno, provenienti dai porti d’imbarco statunitensi

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Cozumel, il principale scalo crocieristico messicano, si candida come home port per dribblare le incertezze sulla ripartenza delle crociere dagli Stati Uniti. Infatti questa popolare destinazione, prima della crisi sanitaria, ospitava come scalo di transito alcuni milioni di passeggeri all’anno, provenienti dai porti d’imbarco statunitensi. In pratica tutte le crociere ai Caraibi Occidentali avevano come tappa obbligata l’Isola di Cozumel (punto per poi raggiungere sulla terra ferma Playa del Carmen o Tulum). Con il fermo delle crociere, la più importante fonte di sostentamento per questa località turistica è stata praticamente azzerata.

Da qui l’appello delle istituzioni locali messicane con in testa il sindaco Pedro Joaquín Delbouis che ha illustrato la sua idea in una intervista a Radio Fórmula: «Abbiamo una comunicazione costante con le autorità degli Stati Uniti e la Caribbean Cruise Association, e non c'è alcun viaggio in programma per questo primo trimestre, quindi insieme al Segretario del turismo, proponiamo di essere un porto di partenza. Se le navi non possono partire dagli Stati Uniti, lasciamo che si dirigano verso i Caraibi partendo da Cozumel. Sappiamo che la logistica degli approvvigionamenti non è affatto facile, soprattutto da un'isola, ma si può fare». Visto che i maggiori operatori del settore sono tutti statunitensi e quindi di conseguenza la loro ripartenza è subordinata alla pubblicazione delle linee guida per il riavvio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention, l’appello del sindaco è stato rivolto in particolare alle “compagnie crocieristiche con sede in Europa”.

Non sono stati fatti nomi, ma è logico che questa missiva sia indirizzata all’unico grande player del settore a capitale interamente europeo, cioè Msc Crociere. La compagnia italo-svizzera è ripartita con successo lo scorso 16 agosto con "Msc Grandiosa" e il suo protocollo sanitario si è dimostrato altamente efficace tanto che la nave ha ripreso a navigare con successo dopo la forzosa pausa natalizia. Ma com’è la situazione sanitaria in Messico? Il Paese è stato duramente colpito dalla crisi sanitaria globale. Attualmente si trova al 13esimo posto mondiale per contagi con poco meno di due milioni di casi identificati del virus, mentre è terzo nella classifica delle vittime con quasi 167.000.

Ma nonostante ciò l’industria turistica non si è completamente fermata. Prima della pandemia il Messico era il settimo Paese più visitato al mondo e secondo i dati di novembre la contrazione delle presenze è stata del 45% rispetto al 2019. Ma oltre ai problemi logistici, l’idea del sindaco di Cozumel, pare difficilmente realizzabile per la mancanza di un bacino d’utenza locale che potrebbe riempire (almeno parzialmente) una nave da crociera settimanalmente. Infatti in attesa dei crocieristi statunitensi, una qualsiasi compagnia potrebbe utilizzare per una sua nave Cozumel come porto di imbarco, solo se il Messico fosse in grado di fornire un numero di passeggeri sufficienti. Infatti la tendenza del 2021 saranno probabilmente le crociere di prossimità e il Messico non è mai stato ai vertici come numero di crocieristi.

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