«Riavviare il turismo col modello-crociere: trasportate in Europa già 400 mila persone»

Quando un anno fa il mondo si è fermato, l’intera flotta crocieristica mondiale gettò l’ancora, al largo o nei porti di tutto il mondo, in attesa di poter ripartire. Oggi quel momento potrebbe non essere lontano, spiega Pierfrancesco Vago

di Simone Gallotti

Genova - Quando un anno fa il mondo si è fermato, l’intera flotta crocieristica mondiale gettò l’ancora, al largo o nei porti di tutto il mondo, in attesa di poter ripartire. Oggi quel momento potrebbe non essere lontano, spiega Pierfrancesco Vago, da gennaio primo italiano (ma anche primo europeo) a ricoprire la carica di presidente di Clia, l’associazione globale che riunisce gli armatori del settore crocieristico.

Se infatti le navi erano ferme, le compagnie non hanno sostato un momento, e oggi il modello delle crociere è guardato con attenzione come possibile strumento di rilancio in sicurezza del turismo: «Ci siamo attivati immediatamente - spiega Vago -. Abbiamo investito in maniera massiccia nello studio e nello sviluppo di protocolli di sicurezza che hanno poi dimostrato di funzionare. Oggi la nostra industria rappresenta un modello per molti settori e a un anno dallo stop il nostro pensiero guarda con fiducia al futuro. Ecco perché pensiamo che nei prossimi mesi si possa gradualmente ripartire, non solo nel Mediterraneo. Con la ripartenza daremo nuova linfa ai numerosi comparti legati alla crocieristica che solo in Italia valgono svariate decine di miliardi di euro e rimetteremo in moto anche il turismo, fondamentale per l’economia del nostro Paese. Il ministro Giovannini, ad esempio, ha istituito un gruppo di lavoro per studiare i trasporti Covid-free e sta approfondendo il protocollo delle crociere. Su questa sfida noi di Clia ci mettiamo a disposizione per fornire il nostro contributo teorico e la nostra esperienza sul campo».

LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA SUL SECOLO XIX

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: