Quattro navi in soccorso di Saint Vincent

Monfalcone - Anche quattro navi da crociera sono state impiegate nell’evacuazione dall’Isola di Saint Vincent degli sfollati a causa dell’eruzione del vulcano La Soufrière. Quest’ultimo ha eruttato per la prima volta venerdì scorso costringendo circa 16 mila abitanti a lasciare le proprie case. L'ultima eruzione del vulcano era datata 1979

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Anche quattro navi da crociera sono state impiegate nell’evacuazione dall’Isola di Saint Vincent degli sfollati a causa dell’eruzione del vulcano La Soufrière. Quest’ultimo ha eruttato per la prima volta venerdì scorso costringendo circa 16 mila abitanti a lasciare le proprie case. L'ultima eruzione del vulcano era datata 1979. La cenere ha ricoperto edifici e strade cancellando i colori dell'isola caraibica di Saint Vincent mentre gli abitanti di Barbados, un'altra isola a circa 200 chilometri a Est, sono invece stati invitati a rimanere al chiuso. Secondo gli esperti, le eruzioni potrebbero durare per giorni o addirittura settimane. Saint Vincent si trova nel Mar dei Caraibi tra Santa Lucia e Grenada, è l'isola principale dello Stato di Saint Vincent e Grenadine.

Prevalentemente montuosa, il suo punto più alto corrisponde proprio alla cima del vulcano La Soufrière. Vi abitano circa 100 mila persone, 16 mila delle quali nella capitale Kingstown. Quest’ultimo è anche il principale porto dove approdavano abitualmente le navi da crociera prima che la pandemia fermasse il turismo di massa. Questa volta invece le navi passeggeri sono giunte sull’isola, quando gli esperti ritenevano imminente l’eruzione, per scopi umanitari. Infatti Carnival Corporation ha inviato in zona "Carnival Legend" (85 mila tonnellate di stazza lorda) e "Carnival Paradise" (70 mila tsl), mentre il gruppo Royal Caribbean  ha messo a disposizione la "Celebrity Reflection" (125 mila tsl) e la "Serenade of the Seas" (90 mila tsl).

Ogni nave ha ricevuto il compito di ospitare fino a 1.500 residenti, i quali saranno trasferiti su isole vicine che hanno accettato di dare rifugio agli sfollati di Saint Vincent. Tutte le navi coinvolte si trovavano a causa della pandemia in “disarmo tiepido”, quindi la loro disponibilità si è resa immediata. Però a causa del corinavirus l’imbarco è stato complicato, viste le severe norme, che le compagnie sono state obbligate a seguire per evitare che eventuali focolai pandemici si sviluppassero a bordo: «Amore ed enorme rispetto per il nostro equipaggio, che come sempre si comporta in modi inimmaginabili - dice Michael Bayley, presidente e amministratore delegato di Royal Caribbean International, in un post su Facebook -. Nei prossimi giorni accoglieranno gli ospiti, prepareranno provviste e forniranno assistenza medica. Sono così orgoglioso del nostro team e di tutti i team dietro le quinte di Royal Carbbean International, Celebrity Cruises e Carnival Cruise Line che lavorano giorno e notte, certo che assisteranno la gente di St. Vincent in ogni modo possibile». Questo intervento, anche se non è stato mediaticamente messo molto in evidenza, ha mostrato ancora una volta la sensibilità umanitaria del settore crocieristico. Queste azioni serviranno sicuramente per far dimenticare all’opinione pubblica la cattiva nomea che si sono fatte le navi da crociera agli inizi della pandemia quando venivano viste solo come i peggiori focolai del coronavirus; parliamo del caso “Diamond Princess”, quello più eclatante a cui ne sono seguiti altri.

Oggi invece, anche grazie alle navi bianche, si è evitato che questa emergenza si trasformasse in tragedia. Questo intervento e l’allarme rosso (era stata data l’allerta di livello 3 dal primo ministro del piccolo stato caraibico) dato in anticipo dai sismologi, hanno permesso di evacuare le persone più a rischio nella prossimità della bocca del vulcano.

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