Carnival chiude il trimestre con una perdita netta di 2,84 miliardi di dollari

“Abbiamo chiuso il terzo trimestre con 7,8 miliardi di dollari di liquidità. Riteniamo di avere liquidità sufficiente per tornare alla piena operatività e continuare a concentrarci sulla ricerca di opportunità di rifinanziamento per ridurre i tassi di interesse ed estendere le scadenze”

Costa Smeralda

di Matteo Martinuzzi

Carnival Corporation & Plc., il primo gruppo crocieristico al mondo, ha comunicato oggi di aver chiuso il terzo trimestre dell'esercizio 2021 (periodo che si è concluso al 31 agosto), con una perdita netta di 2,84 miliardi di dollari rispetto a una perdita netta di 2,86 miliardi nel periodo giugno-agosto dello scorso anno.

A fronte dell’ennesimo risultato negativo traspare un po’ di ottimismo nelle dichiarazioni dell'azienda che ha specificato che i ricavi per giorni di crociera per passeggero relativi a questo trimestre risultano superiori rispetto ai rilevanti ricavi registrati nel 2019 prima della pandemia di Covid-19. Questo nonostante l'attuale limitazione degli itinerari crocieristici offerti che è conseguenza delle misure per contenere la crisi sanitaria rispetto alle diversificate destinazioni offerte nel 2019. L'incremento dei ricavi giornalieri è stato in parte trainato dall'eccezionale livello di vendite a bordo delle navi e da altre fonti di introiti.

Il presidente e amministratore delegato del gruppo statunitense, Arnold Donald ha sottolineato che «Carnival Cruise Line ha ripreso le attività a luglio offrendo crociere nei Caraibi e in Alaska in qualche modo comparabili a quelle degli anni scorsi e ha raggiunto il 20% in più di introiti per giorni di crociera per passeggero rispetto ai livelli record del 2019, nonostante i crediti correlati alle crociere cancellate. Anche con una finestra di prenotazioni insolitamente breve e i limiti di capacità  la compagnia ha raggiunto un'occupazione di circa il 70%, il che denota la rilevante domanda che sta alla base del nostro principale brand».

Soffermandosi sull'attuale livello della domanda, Donald ha precisato che «il livello delle prenotazioni per la seconda metà del 2022 ha raggiunto un nuovo record storico, incluso il terzo trimestre che è per noi tradizionalmente di picco e per il quale si prevede che tutte le nostre navi saranno operative, e ciò malgrado la riduzione delle spese per il marketing». Donald ha reso noto inoltre che Carnival ha aperto anche le prenotazioni per le crociere già programmate per il 2023 registrando «una domanda iniziale senza precedenti».

Ricordiamo che al 31 agosto 2021, otto dei nove marchi del gruppo hanno ripreso le operazioni (pari al 35% della flotta), manca all’appello solo P&O Cruises Australia visto che la riapertura del mercato australiano non è stata ancora annunciata da Canberra. Carnival ha già comunicato che la ripresa riguarderà 50 navi, o il 61% della sua capacità, entro il 30 novembre 2021 e 71 navi, o il 75% della sua capacità, entro giugno 2022, con ulteriori annunci in arrivo per le navi rimanenti. «Ad oggi abbiamo trasportato mezzo milione di ospiti e ne abbiamo 50.000 a bordo delle nostre navi ogni giorno», ha affermato sempre Donald: «prevediamo di far salpare tutte le nostre navi entro la prossima estate».

Il Chief Financial Officer di Carnival Corporation & plc, David Bernstein, ha osservato: «Abbiamo chiuso il terzo trimestre con 7,8 miliardi di dollari di liquidità. Riteniamo di avere liquidità sufficiente per tornare alla piena operatività e continuare a concentrarci sulla ricerca di opportunità di rifinanziamento per ridurre i tassi di interesse ed estendere le scadenze. Ad oggi, attraverso i nostri sforzi di gestione del debito, abbiamo ridotto la nostra futura spesa per interessi annui di oltre 250 milioni di Dollari all'anno e abbiamo completato estensioni cumulative del pagamento del capitale del debito di circa 4,0 miliardi di dollari, migliorando la nostra futura posizione di liquidità».

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