Omicron fa paura, l’Australia ferma ancora le crociere

Qual è la compagnia che ha sofferto di più di questa situazione? Ovviamente l’unica dedicata esclusivamente al mercato australiano, parliamo di P&O Cruises Australia

di Matteo Martinuzzi

L’Australia ha deciso di rinviare ancora la ripresa del traffico crocieristico nel Paese, sicuramente la paura della diffusione della variante Omicron ha influito non poco su questa decisione. Il Governo ha esteso così il divieto alle navi da crociera di entrare in Australia, secondo una dichiarazione del ministro della Sanità aussie, Greg Hunt. E’ stato specificato che questa misura sarà rivalutata di mese in mese.

L'estensione del periodo di emergenza ai sensi del Biosecurity Act 2015 vuol dire che i quattro punti per ridurre il rischio di diffusione pandemica rimarranno in vigore per altri due mesi fino al 17 febbraio 2022. Questi includono i test obbligatori prima della partenza e l'uso della mascherina per i voli internazionali; restrizioni sui viaggi internazionali da paesi ad alto rischio; restrizioni sui viaggi internazionali in uscita per gli australiani non vaccinati; infine le restrizioni all'ingresso delle navi da crociera nel territorio australiano.

«Il governo continua a lavorare in modo costruttivo con l'industria delle navi da crociera, con la quale rimaniamo attivamente impegnati a fianco dei governi statali e territoriali per consentire una ripresa graduale delle crociere in Australia sulla base di consigli medici», si legge nella nota governativa. «Come parte di questo lavoro, il governo esaminerà continuamente, su base mensile, se le attuali restrizioni sulle navi da crociera possono essere revocate o modificate in sicurezza».

Queste misure sono in vigore dal lontano 18 marzo 2020, con l'obiettivo di proteggere gli australiani durante la pandemia di Covid-19. La loro estensione è stata effettuata in conformità con la consulenza medica ed epidemiologica specialistica fornita dall'Australian Health Protection Principal Committee e dal Commonwealth Chief Medical Officer.

«Il proseguimento di questi accordi consentirà alle misure attualmente in atto di continuare mentre il governo continua a riaprire l'Australia e ad agire con decisione per rispondere all'emergere della variante Omicron». Resta il fatto che ognuna delle quattro determinazioni può essere revocata anche anticipatamente, previo parere dei consulenti scientifici governativi.

Come mai ancora questo ostracismo nei confronti dell’industria crocieristica? Probabilmente a causa del caso “Ruby Princess” che aveva scosso l’opinione pubblica nella primavera del 2020. Ricordiamo che allo scoppio dell’emergenza pandemica vennero fatti sbarcare dalla nave di Princess Cruises a Sydney circa 2.700 passeggeri con pochi controlli nonostante un centinaio si sentissero già male. Alla fine circa un terzo degli ospiti presenti a bordo (circa 900) risultarono positivi al covid con un bilancio finale di 28 decessi. L’indagine dell’estate successiva si concluse con il riscontro di gravi errori nella gestione dell’emergenza da parte delle autorità sanitarie locali.

Così ad oggi l’Australia, insieme alla Cina, è uno dei due grandi mercati crocieristici internazionali che non hanno ancora dato la possibilità alle navi da crociera di approdare regolarmente nei propri porti, nonostante i protocolli sanitari studiati dalle compagnie abbiano dato ampie garanzie di sicurezza negli ultimi mesi. Avere due mercati così importanti ancora chiusi significa avere un grosso ostacolo alla ripresa totale di tutte le navi ancora in disarmo.

Qual è la compagnia che ha sofferto di più di questa situazione? Ovviamente l’unica dedicata esclusivamente al mercato australiano, parliamo di P&O Cruises Australia. Infatti quest’ultima è l’unico marchio del gruppo Carnival Corporation & Plc. a non aver ancora ripreso il servizio con nessuna nave.

Questo brand australiano, già prima della pandemia, aveva in programma uno svecchiamento della flotta (finora ha gestito sempre navi di seconda mano). Della flotta pre-pandemia è rimasta solo la Pacific Explorer (ex Dawn Princess), mentre in questi mesi sono state cedute le navi più vecchie e sono state acquisite altre due navi più moderne da Princess Cruises, parliamo della Star Princess e della Golden Princess che sono state ribattezzate dopo i lavori di conversione in Pacific Encounter e Pacific Adventure.

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