Sensori hi tech a bordo: così Tokyo vara la nave senza equipaggi

Da ieri è più vicina l’era dei traghetti senza equipaggio, perché la prova generale effettuata dai giapponesi ha dato «esito pienamente positivo». E questa volta il test è stato meno sperimentale di quelli passati: i giapponesi hanno infatti preferito armare un traghetto convenzionale, varato circa un anno fa, con nuova tecnologia all’avanguardia invece di costruire da zero un nuovo prototipo

di Simone Gallotti

Genova - Da ieri è più vicina l’era dei traghetti senza equipaggio, perché la prova generale effettuata dai giapponesi ha dato «esito pienamente positivo». E questa volta il test è stato meno sperimentale di quelli passati: i giapponesi hanno infatti preferito armare un traghetto convenzionale, varato circa un anno fa, con nuova tecnologia all’avanguardia invece di costruire da zero un nuovo prototipo. Gli ingegneri di Mitsubishi sono riusciti in un’impresa che rappresenta una svolta per il settore: il colosso è anche uno dei principali costruttori navali nazionali e insieme alla Nippon Foundation ha messo in acqua il traghetto "Soleil" «a completa guida autonoma». Significa che a bordo non c’era nessuno ai comandi e che la rotta è stata impostata da un computer che da remoto consentiva anche il controllo dei motori, così da valutarne lo stato di efficienza. E il risultato è stato un successo: 240 chilometri percorsi, alla velocità di 26 nodi (circa 50 km/h) tra due porti nel mar del Giappone. In totale una traversata di 7 ore, più o meno quello che impiega un traghetto sulla linea che collega Genova alla Corsica.

IL TRAGHETTO TECNOLOGICO
Il "Soleil" è un grande traghetto da 222 metri, in grado di trasportare quasi 300 passeggeri ed è stato dotato di un sistema di analisi dell'immagine piuttosto complesso, con sensori ad alta precisione e telecamere a infrarossi per rilevare altre navi - e in genere ostacoli - anche nell'oscurità. Il sistema di navigazione automatizzato include una funzione avanzata per le manovre di attracco in porto che si rivelano particolarmente complesse persino per gli equipaggi: «Uno dei maggiori problemi di una nave completamente automatizzata è la previsione dei guasti» spiegano gli ingegneri del cantiere giapponese ed è per questo che il test ha riguardato anche e soprattutto l’apparato motore. Infine il capitolo sicurezza: le navi autonome sono vulnerabili agli attacchi dei cyber pirati e sulla "Soleil" è stata montata una difesa particolarmente sofisticata contro le intrusioni dei pirati informatici: una falla nel sistema potrebbe infatti consegnare la nave nelle mani di dirottatori. E nel caso delle unità passeggeri, magari con centinaia di persone a bordo, il tema è sentito con maggiore sensibilità da cantieri e armatori: «Abbiamo decisamente accelerato sullo sviluppo delle navi autonome, grazie anche all’intelligenza artificiale» ha spiegato il vice presidente di Mitsubishi.

E il trionfo è diventato un motivo di orgoglio nazionale. Le potenze marittime hanno ingaggiato da tempo la sfida a chi arriva prima - e con maggiore efficacia - alla creazione di flotta commerciale autonoma. Il dominio dei Paesi del Nord Europa, che per primi e per brevi distanze hanno utilizzato le navi senza equipaggio, adesso hanno un forte concorrente in più.

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