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Traghetti, biglietti alle stelle. Per i camion rincari fino al 37%

Da Genova a Porto Torres o a Cagliari e da Livorno a Olbia, il biglietto per unità trasportata è aumentato di 50 euro; di 75 da Genova a Palermo o Tunisi; di 25 da Genova a Salerno e viceversa

francesco margiocco
2 minuti di lettura

La nave Gnv Splendid attraccata nel porto di Genova

 (ansa)

Genova – Il viaggio di un camion in traghetto da Termini Imerese a Genova, che fino a poche settimane fa costava 730 euro, oggi ne costa mille, un aumento del 37%. Sono numeri confermati da Assarmatori, l’associazione cui aderiscono sia Gnv che Moby e Tirrenia, e sono gli effetti dell’altalena del prezzo del carburante.

Un’altalena che vola altissimo, con forti oscillazioni: l’8 marzo il prezzo era superiore del 110% rispetto a un anno prima e del 50% rispetto a un mese prima; ieri le variazioni annua e mensile erano del 70% e del 20%, domani chissà. In questo contesto di forti rincari e grande incertezza, la divisione cargo di Tirrenia sta limitando i suoi trasporti merci.

A causa del blocco dei camion, la nave merci sulla rotta Cagliari-Olbia-Livorno ieri è rimasta ferma in banchina e non ha caricato alcun semi-rimorchio, mentre la ro-ro Livorno-Olbia, che di solito garantisce tre viaggi a settimana in ciascuna direzione, ne ha fatto in questi giorni soltanto uno accorpando i carichi.
Da Genova a Porto Torres o a Cagliari e da Livorno a Olbia, il biglietto per unità trasportata è aumentato di 50 euro; di 75 da Genova a Palermo o Tunisi; di 25 da Genova a Salerno e viceversa. La compagnia Grimaldi elenca questi e altri aumenti in una lettera di due pagine che ha inviato alle aziende di trasporto, di logistica e di prenotazione sue clienti.

Gli aumenti di Tirrenia, ad esempio per le rotte Genova-Porto Torres e Civitavecchia-Olbia, seguono un andamento simile. Altrove invece il prezzo non è per ogni unità trasportata, ma per ogni metro lineare della stessa. Un semirimorchio di 14 o 16 metri pagherà più di un mezzo di minore lunghezza. Qui gli aumenti dipendono anche dalle miglia marine percorse. Sulla Napoli-Palermo, Tirrenia Cargo applica un aumento di otto euro a metro lineare; sulla Genova-Palermo, l’aumento fissato da Gnv è di 15 euro a metro lineare, secondo quanto riferiscono da Assarmatori; sulla Genova-Malta, la fonte è sempre Assarmatori, l’aumento è di 20 euro a metro lineare.
L’aumento del costo carburante è duro da accettare per un settore che credeva di essere sulla via d’uscita dal disastro della pandemia. Quanto accaduto ieri alla compagnia inglese, ma di proprietà della DP World di Dubai, P&0 che con un semplice messaggio video ha licenziato 800 membri dell’equipaggio dei suoi traghetti, in «uno degli atti più vergognosi di tutta la storia delle relazioni industriali britanniche» come l’ha definito il segretario generale del sindacato dei trasporti del Regno Unito Rmt, Mick Lynch, è un pessimo segnale.
È per scongiurare derive simili che l’armatore napoletano Guido Grimaldi, nella sua veste di presidente dell’Alis, Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, ha chiesto al governo di rendere strutturali e aumentare incentivi come Marebonus e Ferrobonus, affinché le ditte di autotrasporto utilizzino per coprire i propri tragitti, dove è possibile, navi e treni.
Una richiesta che non convince Maurizio Longo, segretario generale dell’organizzazione di autotrasportatori Trasporto Unito: «La denuncia di un aumento dei costi delle compagnie marittime è eccessiva. Arriva nel bel mezzo della discussione sul Marebonus e mi sembra strumentale per dirottare risorse, già scarse, che andrebbero invece concentrate sul trasporto su gomma, prima vittima di questi rincari».

L’Unatras, l’unione delle associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto, ha firmato ieri un protocollo d’intesa con il ministero delle Infrastrutture. Un accordo che dovrebbe rientrare in un provvedimento governativo oggi in via d’approvazione e che, si legge in una nota di Unatras, «aumenta ulteriormente il rimborso sulle accise». Durante la riunione con le associazioni, il viceministro Teresa Bellanova avrebbe annunciato, riferisce la nota, che il provvedimento conterrà anche «una misura aggiuntiva per ristorare le imprese dai costi esorbitanti del caro energia».

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