Crociere, i due volti dell’estate: Carnival tornerà all’utile, Crystal licenzia tutti

L’estate di Carnival, il colosso americano che controlla anche il marchio genovese Costa Crociere, sarà di crescita. Il gruppo prevede infatti di tornare a registrare profitti e di riportare l'intera flotta a pieno regime

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - L’estate di Carnival, il colosso americano che controlla anche il marchio genovese Costa Crociere, sarà di crescita. Il gruppo prevede infatti di tornare a registrare profitti e di riportare l'intera flotta a pieno regime. È Arnold Donald, numero uno del gruppo, ad annunciare il piano di espansione. Carnival ha registrato una perdita netta di 1,8 miliardi di dollari per il primo trimestre fiscale che parte dal 1 dicembre, segnando così nove trimestri consecutivi in rosso profondo a causa della pandemia. La compagnia prevede anche un deficit per il secondo trimestre, ma si aspetta di essere in territorio positivo nel terzo trimestre che si concluderà il 31 agosto, grazie al rientro complessivo dell’intera flotta: "La società prevede un profitto per il terzo trimestre del 2022" spiegano da Carnival, anche se le perdite dovrebbero comunque protrarsi per tutto il 2022.

Attualmente il gruppo ha in navigazione 64 unità su 91. Se Carnival sorride, Crystal Cruises invece sta passando un periodo pessimo. La compagnia ha infatti licenziato i suoi 238 dipendenti di terra tra gennaio e febbraio come parte del processo di liquidazione. Tutti i lavoratori sono stati licenziati definitivamente. Non tutte le figure professionali sono di supporto a terra: nell'elenco delle 238 persone ci sono anche un comandante, diversi specialisti dello sviluppo aziendale, coordinatori per le vendite di gruppo, relazioni con gli ospiti e risorse umane, diversi direttori di dipartimento, un analista finanziario, esperti informatici, dirigenti consulenti, responsabili delle vendite regionali, contabili, persino vicepresidenti, senior e non. I liquidatori stanno ora supervisionando la flotta Crystal e stanno gestendo il processo di vendita dei beni aziendali. Le tre navi della compagnia erano già state arrestate per debiti e il curatore fallimentare le ha affidate alla gestione provvisoria di V.Ships. La "Crystal Symphony" e la "Crystal Serenity", sono ancora immobilizzate davanti a Freeport, alle Bahamas, dove sono state sequestrate all'inizio di febbraio per inadempienze sui pagamenti del carburante.

La terza nave invece (la più piccola e recente della flotta), la "Crystal Endeavour", è in viaggio verso il porto di Tillbury: era stata arrestata dopo l’ultima crociera a Montevideo e da qui ha mollato gli ormeggi lo scorso 7 marzo in direzione dell’Inghilterra dove la nave potrebbe essere venduta: in pole c’è Heritage (gruppo guidato da Manfredi Lefebvre d'Ovidio), ma al momento la pratica sembra molto complessa. La crisi del gruppo crocieristico Genting Hong Kong, di cui Crystal faceva parte, è precipitata dopo il deafult di Mv Werften, il gruppo cantieristico tedesco. Da allora i tre marchi ("Dream Cruises" e "Star Cruises" sono gli altri due) hanno fermato le navi in attesa di conoscere il destino del gruppo.

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