Così i cantieri del "Titanic" provano a uscire dall'oblìo / IL CASO

L’industria navalmeccanica britannica torna timidamente ad affacciarsi nel settore delle riparazioni di navi da crociera. Questo a seguito dell’annuncio del celebre cantiere nordirlandese Harland & Wolff che ha vinto la commessa per i bacini di carenaggio di due navi passeggeri

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - L’industria navalmeccanica britannica torna timidamente ad affacciarsi nel settore delle riparazioni di navi da crociera. Questo a seguito dell’annuncio del celebre cantiere nordirlandese Harland & Wolff che ha vinto la commessa per i bacini di carenaggio di due navi passeggeri della divisione Carnival Uk. Le unità in questione sono l’iconica "Queen Vitctoria" (Cunard Line) e la più vetusta "Aurora" (P&O Cruises) che nel complesso sosteranno all’asciutto a Belfast per 33 giorni. I lavori che devono essere intrapresi per entrambe le navi sono operazioni standard di bacino che daranno a H&W l'opportunità di dimostrare all'industria crocieristica le sue capacità e competenze in questo tipo di progetti.

La prima nave che sarà ricoverata sarà la "Queen Victoria", consegnata da Fincantieri nel 2007. Con una lunghezza di 294 metri e una larghezza di 32,25, sarà in cantiere dal 2 al 19 maggio 2022. Si tratta della più grande nave da crociera mai entrata in un bacino di un cantiere navale del Regno Unito e l'unica nave Cunard ad essere entrata in bacino a Belfast. La seconda nave è "Aurora", consegnata da Meyer Werft nel 2000. Con una lunghezza di 270 metri e una larghezza di 32,25, sarà in cantiere dal 9 al 23 giugno 2022. Già prima della pandemia H&W, in collaborazione con il gruppo Mjm, si era occupato della conversione della piccola "Adonia" in "Azamara Pursuit" di Azamara Club Cruises.

Poi durante la pandemia era stato utilizzato da Viking Ocean Cruises per il disarmo di alcune delle sue navi della classe Odin realizzate da Fincantieri. Anche se si tratta solamente di due semplici bacini per ordinaria manutenzione, nel caso di un’ottima esecuzione dei lavori, potrebbero fare da apripista al cantiere per ulteriori incarichi. Si tratta poi di uno stabilimento storico, forse il più conosciuto al mondo per i suoi trascorsi. Infatti qui in riva al fiume Lagan, tra il 1908 e il 1915 furono costruiti i tre transatlantici gemelli più sfortunati della storia, cioè l’ "Olympic", il celebre "Titanic" e il "Britannic": con gli ultimi due affondati e il primo sopravvissuto a diverse vicissitudini, segnarono il declino della White Star Line che si concluse con la crisi del 1929.

H&W comunque continuò a lavorare alla costruzione di navi passeggeri fino al 1961 con la consegna della "Canberra", oceanì liner per l’Australia realizzato, guarda caso proprio, per la P&O, all’epoca un’istituzione di Sua Maestà. Seguì poi la lunga agonia per l’industria navalmeccanica britannica e per quel che riguarda Belfast la situazione si accentuò dopo la crisi energetica con la fine della realizzazione delle superpetroliere. Infatti nel frattempo era stato realizzato un gigantesco bacino di costruzione per realizzarle. Un tentativo di rientro in grande stile di H&W nel settore delle navi passeggeri era stato fatto agli inizi del XXI secolo quando si trovò in competizione con i Chantiers de l’Atlantique per l’acquisizione della commessa della "Queen Mary 2"; alla fine Micky Arison scelse la Francia e l’impianto di Belfast rimase nell’oblio.

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