Crociere, rinascita a Palermo: "Entriamo tra i big del settore" / L'INTERVISTA

Quest’anno anche lui entrerà nella corposa lista dei personaggi insigniti dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, della cittadinanza onoraria. Un titolo che Pasqualino Monti però, da presidente dell’Autorità di sistema portuale, si è conquistato giorno dopo giorno

di Alberto Quarati

Genova - Quest’anno anche lui entrerà nella corposa lista dei personaggi insigniti dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, della cittadinanza onoraria. Un titolo che Pasqualino Monti però, da presidente dell’Autorità di sistema portuale, si è conquistato giorno dopo giorno, ridando vita al difficile scalo del capoluogo siciliano. Ieri l’inaugurazione tra ministri e autorità della nuova Stazione Marittima, perla del 1950 che si aggiunge al patrimonio tutto italiano di queste infrastrutture d’altri tempi eppure efficacissime per il business delle crociere come Genova, Trieste o Napoli. E con cui Monti, che ha fatto di Civitavecchia il secondo porto crociere del Mediterraneo, inizia la scalata ai porti di riferimento del settore: la West Sicily Gate, società che gestisce l’infrastruttura palermitana controllata da Costa e Msc, ha come obiettivo 1,5 milioni di passeggeri.

LE IMMAGINI DELLA STAZIONE MARITTIMA

Perché un restyling ha così importanza?

"Non è una semplice ristrutturazione. La Stazione Marittima era praticamente inagibile, i lavori erano previsti dal 2008. Quando arrivai 10 anni dopo, i passeggeri salivano e scendevano sotto il silos del grano, la struttura era semi-affondata e sotto sequestro. Avevamo il Molo Sammuzzo, 500 metri, dove non poteva attraccare manco un peschereccio. Così abbiamo riattivato i lavori, fatto dragaggi in otto mesi. Con un investimento di 40 milioni di euro oggi questa struttura, operativa da giugno, potrà ospitare quattro navi insieme. Palermo quest’anno avrà 302 accosti di unità da crociera (a Genova per dare un raffronto saranno 318 ndr). Siamo ancora in pandemia, ma supereremo già i 200 accosti del 2019".

Tutto grazie al Pnrr?
"No. Tra quelle in cantiere e progettate a Palermo abbiamo opere per 600 milioni, e 400 milioni sugli altri scali del sistema portuale. Il Pnrr per noi ha costituito un importante finanziamento da 200 milioni, ma per lavori già pianificati in precedenza: il nostro programma nasce nel 2018, prima della pandemia e comunque fuori dal contesto emergenziale".

Qual è il suo disegno?
"Palermo è la quinta città d’Italia, il suo porto serve 2,5 milioni di persone, e si trova su un’isola. Per questo il porto deve avere come vocazione l Autostrade del mare, il traffico passeggeri e le crociere. Col prossimo piano regolatore contiamo di spostare il terminal container a Termini Imerese, alle cui spalle c’è l’area industriale oggi qualificata a Zona logistica speciale: siamo in attesa dell’approvazione da parte della Regione del Documento di pianificazione strategica. A Palermo sia i terminalisti dei traghetti, che quelli delle crociere ci hanno confermato fiducia per i prossimi 30 anni".

Chi sono i terminalisti?
"La Gnv e il gruppo Grimaldi per i traghetti. Per le crociere, la West Sicily Gate partecipata da Costa e Msc - presidente Francesca Isgrò, che lo è anche dell’Enav - e che opera anche gli altri scali. Guardi, questa è la quarta stazione marittima che inauguro: crociere e aliscafi a Trapani, aliscafi e crociere anche a Palermo, e a ottobre via al terminal crociere di Porto Empedocle. Uno scalo che stiamo valorizzando, perché si trova tra la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi di Agrigento: abbiamo già avuto degli overnight, cioè delle soste notturne delle navi da crociera".

...di solito sono riservate alle grandi mete internazionali. Prossimi obiettivi?
"Abbiamo ottenuto l’ok ai trasferimenti per il nuovo bacino della Fincantieri, 81 milioni, per affiancare all’attività di refitting delle navi anche quello della costruzione. Ma il prestito è dilazionato in 14 anni, noi contiamo di fare i lavori in quattro. Speriamo di rivedere le tempistiche, da un mese sono stato nominato dal premier Mario Draghi commissario per questa struttura. Il mio obiettivo è una gestione manageriale dello scalo. Penso che i presidenti di Adsp debbano fare questo, non essere meri esecutori amministrativi".

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