Tutte in demolizione le navi della Star Cruises

I voraci cantieri di demolizione asiatici sono in attesa di altre quattro navi da crociera: questa volta però si tratta di unità alquanto vetuste, cioè delle tre navi della cessata Star Cruises e di un’ex unità di Fred. Olsen Cruise Line

La "Sperstar Aquarius"

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - I voraci cantieri di demolizione asiatici sono in attesa di altre quattro navi da crociera: questa volta però si tratta di unità alquanto vetuste, cioè delle tre navi della cessata Star Cruises e di un’ex unità di Fred. Olsen Cruise Line. Dopo il crac finanziario di Genting Hong Kong, le sue navi erano state messe in disarmo: tra queste anche le tre vecchie unità di Star Cruises che però erano già ferme dallo scoppio della pandemia nel 2020.

La "Superstar Gemini"

Gli equipaggi rimasti a bordo della "Superstar Aquarius", della "Superstar Gemini" e della "Star Pisces" sono sbarcati dalle loro navi il 17 maggio. Infatti il destino finale di queste unità è la demolizione e per questo motivo sono subentrati a bordo degli equipaggi che avranno il compito di preparale per l’ultimo viaggio con destinazione finale un cantiere di demolizione.

La "Black Watch" nel 1971, quando esordì con il nome di "Royal Viking Star"

Così finisce la storia di Star Cruises, società creata nel 1993 e pioniera delle crociere in Asia caduta in disgrazia con la liquidazione della sua casa madre, il gruppo Genting Hong Kong, condannata dalla crisi sanitaria e dai suoi colossali investimenti nei cantieri tedeschi Mv Werften: "Superstar Aquarius" e "Superstar Gemini" sono le ex "Dreamward" e "Windward" consegnate rispettivamente nel 1992 e nel 1993 dai Chantiers de l'Atlantique di Saint-Nazaire alla Norwegian Cruise Line.

La "Odin", quando ancora era "Black Watch"

Per quanto riguarda la "Star Pisces", costruita a Turku in Finlandia, è stata messa in servizio nel 1990 come traghetto con il nome di "Kalipso" (progettato per le traversate del Baltico). In seguito è stato acquistato nel 1993 dalla compagnia asiatica e convertito per la crociera. Un’altra nave che sta andando a morire è l’ex "Black Watch" di Fred. Olsen Cruise Line; ribattezzata "Odin", la vecchia nave ha lasciato la Turchia ad aprile con Dubai come destinazione prevista, dove sarebbe dovuta arrivare a metà maggio. Ma alla fine si è spinta oltre ed è attualmente all'ancora al largo delle coste dello Stato del Gujarat, in India, dove si trovano i cantieri di demolizione di Alang. Costruita a Helsinki, in Finlandia ed entrata in servizio nel 1972, iniziò la sua carriera come "Royal Viking Star" per la Royal Viking Line. Nel 1991 è stata venduta alla Norwegian Cruise Line, che l'ha ribattezzata "Westward" gestendola per tre anni.

Fu rilevata nel 1994 dalla Royal Cruise Line diventando "Star Odyssey". Nel 1996 infine l’acquisizione da parte di Fred. Olsen, a cui seguirà quella della gemella ribattezzata "Boudicca" nel 2005. Le due navi sono giunte all’epilogo operativo con Fred. Olsen con la pandemia. La compagnia britannica ha deciso di separarsene nell'estate del 2020, approfittando della crisi sanitaria e della razionalizzazione delle flotte dei grandi armatori per acquistare le più moderne "Rotterdam" e "Amsterdam" da Holland America Line.

La "Bolette", ex "Amsterdam"

Le due nuove ammiraglie della compagnia sono state ribattezzate "Bolette" e "Borealis": "Boudicca" e "Black Watch", una volta vendute, sono partiti a settembre e ottobre 2020 da Rosyth, in Scozia, per arrivare a Pendik, in Turchia, nel novembre dello stesso anno. Questo, per fungere inizialmente da alberghi galleggianti per i lavoratori impiegati dai cantieri di demolizione turchi, molto impegnati nell'afflusso di navi da demolire. Dopo aver svolto questa funzione, la "Boudicca" è stata a sua volta spiaggiata ad Aliaga nella primavera del 2021 per essere lì demolita. La "Black Watch", invece ha atteso un altro anno prima di fare la stessa fine.

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