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Summit Clia a Genova, Vago: “Serve un cambio di passo per rispettare i tempi del Pnrr”

Ospitato a Palazzo Ducale di Genova il primo Clia European Summit

Alberto Quarati
4 minuti di lettura

Pierfrancesco Vago in una foto d'archivio

 

Il summit a Genova dell'industria crocieristica europea

Genova - "Il governo ha stanziato notevoli risorse per l'elettrificazione delle banchine, noi abbiamo predisposto le navi, ma le progettazioni vanno a rilento, la fornitura di energia è insufficiente e non si prevede di avere infrastrutture adeguate prima del 2030. Per come stanno oggi le cose, i tempi previsti dal Pnrr non verrebbero rispettati. Serve quindi un deciso cambio di passo, occorre accelerare i progetti e adeguarsi di forniture energetiche adeguate". E' l'appello al governo di Pierfrancesco Vago, presidente globale della Clia, l'associazione degli armatori del settore crocieristico, alla sessione pubblica del primo Clia European Summit, attualmente in corso a Palazzo Ducale".

Intanto è stato annunciato che si svolgerà a Genova anche la seconda edizione del Clia Europe Summit, e si accompagnerà, spiegano Pier Francesco Vago e Maire-Caroline Laurent, presidente global e direttore generale della Clia Europa - con un evento fieristico su larga scala, con presenti tutti gli attori della filiera, e si terrà al nuovo Blue Building del Waferfront di Genova: "Sarà nel 2024, e per quell'epoca sarà certamente pronto" dice il sindaco di Genova, Marco Bucci. Si tratterà del primo evento fieristico nel nuovo Waterfront.

"L'industria crocieristica condivide una visione comune con i governi europei: quella di una Blue Economy pienamente sostenibile - aggiunge Vago, alzando il tiro al livello comunitario -: supportiamo sia gli obiettivi di lungo termine del Green Deal europeo, sia quelli più a breve termine del Fit for 55, che prevedono un taglio del 55% delle emissioni entro il 2030: l'acquisto, il finanziamento e la gestione delle navi da crociera dovrebbero pertanto essere considerate a tutti gli effetti parte della finanza sostenibile in Europa".

Tra le proposte per rendere l'industria crocieristica più green, la possibilità di investire in progetti per lo sviluppo di carburanti alternativi con le risorse che saranno raccolte, a partire dal 2023, grazie agli Emission Trading System europei. Serve, dicono gli armatori, un quadro normativo chiaro per produrre carburanti sostenibili, il cui fabbisogno al 2050 è stimato in 43 mega tonnellate. Vago chiede che tutte le banchine europee siano elettrificate, perché se la flotta del settore è pronta per il 93% al cold ironing, solo lo 0.6% dei porti europei sono infrastrutturati per questo - e la somma totale per questi interventi ammonterebbe a cinque miliardi, quindi l'impegno dei governi non sarebbe trascurabile. Il presidente della Clia infine chiede che le nazioni europee marittime "sostengano l'industria armatoriale nel quadro dell'accordo tra Ocse E G20 sull'Inclusive Framework per stabilire le regole sui crediti per gli investimenti effettuati negli asset e nell'occupazione".

Martinoli (Silversea): “Non siamo preoccupati per la ripartenza”

"Preoccupazione per la ripartenza? Ma nemmeno un po'. Però penso sia giusto parlare dei problemi che ancora ci sono sul tavolo, che non comportano disagi ai clienti ma che certamente a noi richiedono una particolare flessibilità in questo momento - dice Roberto Martinoli, amministratore delegato di Silversea Cruises, la compagnia monegasca di settore premium partecipata da Royal Caribbean -. C'è un tema di visti, perché le ambasciate dei Paesi occidentali in India e Filippine, che sono le nazioni che offrono la maggior parte della forza lavoro al settore, non operano ancora al 100%. Poi, siamo parte di questo mondo, e sicuramente c'è un tema di supply chain, specie per chi come noi ha 900 destinazioni diverse. Senza dimenticare gli impatti della crisi economica in atto. Insomma, è giusto essere positivi, specie ora che abbiamo una domanda altissima, ma bisogna anche mettere in evidenza le criticità presenti dietro il nostro lavoro".

Thamm (Costa): "Dobbiamo decidere se è il momento di investire”

Nel parterre del Clia Cruise Summit, in corso a Palazzo Ducale, c'è anche Michael Thamm, amministratore delegato del gruppo Costa Crociere: "Si, non parlerei proprio di problemi, quanto di criticità in atto. Del resto, alla fine siamo rimasti chiusi al 100% solo per cinque mesi. In prospettiva, e lo dico sottolineando che Costa Crociere nel 2015 è stata la prima compagnia a investire su navi a gas naturale liquefatto, quando ancora mancava la rete di distribuzione di questo combustibile, bisogna capire quale sarà la soluzione migliore per raggiungere l'obiettivo del 2050 con zero emissioni. Oggi, nel 2022, con già un ampio portafoglio di nuovi ordini, il tema è capire quindi se conviene fermarsi e ripagare i debiti accumulati durante il lockdown, o se invece vale la pena di investire adesso su nuove costruzioni".

Onorato (Msc): “Necessario il dialogo con le comunità locali”

"Investire si, ma con oculatezza - commenta Gianni Onorato, amministratore delegato di Msc Crociere -. È vero che oggi manca una tecnologia su cui puntare con decisione, e tutti stiamo facendo ricerche per capire come raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione, ma in questo senso tutte le compagnie si sono portate avanti. E molte delle navi ordinate per esempio già prevedono spazi a bordo organizzati in modo da poter ospitare una tecnologia piuttosto che un'altra. Guardando all'oggi, sottolineerei due temi: la necessità di un dialogo con le comunità locali per poter lavorare insieme a noi e poter diversificare i porti di sbarco, per poter di conseguenza diversificare le destinazioni e promuovere i territori; e il tema delle mascherine: premesso che è dimostrato che la mascherina non scoraggia il crocierista a imbarcarsi, va anche detto che l'Italia in questa fase è l'ultimo Paese rimasto nel quale questa è obbligatoria a bordo delle navi. Su questo punto vorremmo avere un po' di chiarezza".

Bellanova: “Settore strategico per il Paese”

"L'obiettivo comune deve essere confermare l'Italia prima destinazione per i passeggeri nel Mediterraneo". Lo ha detto la viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova intervenendo al Clia European Summit in corso a Genova al Palazzo Ducale. "Il settore crocieristico ha saputo dimostrare resilienza e capacità di innovazione, elementi fondamentali per lo sviluppo di un'economia sostenibile del turismo marittimo. Il 2022 si annuncia come l'anno della vera ripartenza, tendenza destinata a consolidarsi nel 2023 quando il numero totale dei passeggeri dovrebbe recuperare i livelli pre-pandemia, per poi crescere a due cifre entro il 2026", ha detto Bellanova sottolineando il ruolo della cantieristica navale "punta di eccellenza del Made in Italy". "Crocieristica e cantieristica hanno saputo adattarsi e reggere alla crisi, attraverso ricerca, sperimentazione, internazionalizzazione. Il risultato è che alcune compagnie hanno scelto proprio i cantieri italiani per la costruzione di navi da crociera tra le più grandi e tecnologicamente avanzate mai impostate", ha sottolineato la viceministra. "Se è vero che il comparto marittimo rappresenta un settore fondamentale per l'Italia, con un valore aggiunto pari al 3% del totale dell'economia nazionale, un ruolo strategico per il Paese è indubbiamente rivestito dal settore crocieristico. I nostri territori devono farsi trovare pronti ad accogliere nuovamente i crocieristi sia nei porti che nelle città, nei borghi e nell'entroterra, aprendo sempre più a questo tipo di turismo, grazie alla proposta di nuovi e qualificati itinerari e di nuove esperienze, penso a quelle culturali o enogastronomiche", ha concluso.

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