Genova, sulla "Moby Otta" il primo ingorgone estivo

Scognamillo (Fit Cisl): "Un prova non superata perché parte dell'equipaggio è stata trovata all'ultimo? Possibile: in pochi anni le compagnie hanno aumentato le flotte, ma il personale è rimasto quello". Intanto Moby ottiene l'ok degli obbligazionisti sulla ristrutturazione del debito

di Marco Fagandini e Alberto Quarati

Genova - Centinaia di passeggeri in attesa di poter salire a bordo di un traghetto nel porto di Genova. E centinaia in coda per lasciare il porto con le proprie auto, senza potersene andare. Tutto nel giro di 12 ore. Dopo il caos del traghetto "Moby Otta", partito con otto ore di ritardo perché la capitaneria di porto ha riscontrato diverse irregolarità da sanare, ieri mattina i viaggiatori scesi da alcune navi hanno dovuto attendere ore e ore in porto. Perché le code sull'autotrada A7 e dal casello di Genova Ovest, provocate da uno dei tanti cantieri aperti in autostrada, sommate al traffico cittadino, hanno creato un tappo. Senza che, all’interno dello scalo genovese, nessuno riuscisse a gestire la viabilità interna in maniera efficiente. È l’inizio di una stagione che, per i passeggeri dei traghetti, rischia di essere rovente.

Con la speranza - a ogni livello - di non finire come la scorsa estate. Quando i viaggi di diversi traghetti erano stati cancellati a causa delle inadempienze e delle anomalie trovate a bordo. E i ritardi si erano succeduti numerosi. Con il trasferimento di passeggeri in blocco da un’imbarcazione all’altra, dopo ore di attese al terminal o sotto il sole. Il traghetto "Moby Otta", che giovedì avrebbe dovuto salpare alla volta di Olbia alle 21, alla fine è ripartito ieri mattina alle 6. Ma cosa è accaduto? Secondo quanto ricostruito dalla capitaneria di porto, nei giorni scorsi gli ispettori del Rina hanno compiuto accertamenti sulla nave, evidenziando alcune anomalie e imponendo alla compagnia alcune prescrizioni.

La capitaneria, venerdì pomeriggio, è salita a bordo per un controllo e ha scoperto che queste non erano state ancora soddisfatte del tutto. Così ha imposto che ogni anomalia - alcune giudicate importanti - fosse sanata. E nel frattempo ha sottoposto l’equipaggio a un’esercitazione per le manovre di emergenza. Una prova non superata. Così è stata ripetuta. Tutte attività necessarie per garantire la sicurezza di passeggeri e lavoratori. Il traghetto è ripartito solo dopo che è stato stabilito che questo poteva navigare senza sottoporre nessuno a rischi. Ieri mattina invece è durato quasi quattro ore il blocco dei passeggeri sbarcati in auto da alcuni traghetti: "E' inaccettabile per Genova - racconta uno di loro al Secolo XIX -. Nessuno qui riesce a gestire la viabilità interna al porto e a consentirci di uscire".

Fuori, gli agenti della polizia locale hanno lavorato a lungo per far defluire il traffico. In attesa che anche la congestione del tratto di A7 successivo al bivio con la A10, in direzione Nord, si liberasse progressivamente dalle code. Che hanno contribuito a intasare l’elicoidale e l’intero nodo di San Benigno. La situazione è iniziata a tornare alla normalità dopo le 11.30. Dai vertici della Moby, che proprio mercoledì aveva incassato il parere favorevole degli obbligazionisti al piano di ristrutturazione aziendale (nei fatti aprendo la strada alla sopravvivenza della compagnia di navigazione, se ci sarà il via libera dalle assemblee dei creditori previste la prossima settimana), si preferisce non commentare i fatti dell’altra notte.

Da quello che trapela, ci sarebbe in effetti stato, per un problema organizzativo, un ritardo negli adempimenti a una ventina di prescrizioni marginali segnalate dalla Capitaneria di porto, ma soprattutto a pesare sulle tempistiche sarebbe stata la prova di esercitazione del personale, che si è dovuta ripetere due volte. In questo frangente, potrebbe aver pesato la difficoltà, riscontrata negli ultimi mesi non solo dalla Moby, a reperire personale di bordo: "Oggettivamente, esiste un problema di personale, ed è un problema congenito – spiega Mauro Scognamillo, segretario generale della Fit Cisl Liguria – questo perché negli ultimi anni le flotte hanno aumentato il numero delle navi in maniera molto consistente: Gnv è passata in pochi anni da nove a oltre 20 navi, Forship (Corsica Ferries, ndr) sconta problemi simili. Le compagnie si rubano il personale, l’offerta è poca. Quindi in effetti è possibile che magari, su un equipaggio raccolto con fatica e all’ultimo, alcuni aspetti organizzativi potevano non essere al meglio”.

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