"Gnv, traffico +50%, dal 2024 cerchiamo 600 persone"

"Ci sono troppe incognite e la principale è il costo del carburante, ma siamo in netta ripresa". Matteo Catani sa che ora Gnv, la compagnia di cui è amministratore delegato dal 2016, è sulla rotta giusta: "Abbiamo azzerato il debito verso terzi"

di Simone Gallotti

Genova - "Ci sono troppe incognite e la principale è il costo del carburante, ma siamo in netta ripresa". Matteo Catani sa che ora Gnv, la compagnia di cui è amministratore delegato dal 2016, è sulla rotta giusta: "Abbiamo azzerato il debito verso terzi. Merito dell’azionista di riferimento: con un investimento di 380 milioni di euro da parte di Msc possiamo pensare con maggiore forza ai piani di sviluppo".

Partiamo dai numeri: il 2021 immagino sia andato bene.
"Sì, è stata un’ottima annata. Abbiamo trasportato il 70% in più dei passeggeri e quasi il 30% in più di merci rispetto al 2020: questo dato è significativo perché la filiera logistica non si è fermata nemmeno durante la pandemia".

Il risultato finanziario immagino sia andato di pari passo.
"Esatto. Si è passati da una perdita di 42 milioni a una da sei milioni di euro. Oramai vicini al periodo pre pandemia. E nei primi sei mesi di quest’anno il fatturato è cresciuto del 46%".

Siete pronti finalmente per l’utile…
"Dipende da diversi fattori: il principale è il bunker che è arrivato a prezzi incredibili. Però siamo sulla rotta giusta".

E questo semestre come sta andando?
"Molto bene. I volumi sono cresciuti ancora. Vediamo che ci sono aumenti di traffico intorno al 50%. Prevediamo un’ottima stagione, ma stiamo affrontando un importante problema che sta diventando strutturale".

I marittimi che non si trovano.
"Sembra incredibile: c’è una grave carenza di figure fondamentali per il settore e l’operatività delle navi. Non ci sono sul mercato e non si trovano nelle scuole. Questo rappresenta un problema serio, nell’immediato e in prospettiva e appartiene a tutta la nostra categoria di armatori, non solo italiani".

Ma c’è rischio per i traghetti di questa estate? Ha visto cosa sta succedendo negli aeroporti: è il caos.
"Per i traghetti non c’è un rischio simile. Ma è innegabile che ci sia un grave problema. Non troviamo determinate figure di bordo che sono necessarie. Nel breve periodo la soluzione è una maggiore flessibilità della norma. Potrebbe essere risolutivo impiegare personale magari anche non europeo, per consentire alle navi di non rimanere ferme in porto. Immaginiamo cosa potrebbe succedere se un traghetto con migliaia di persone a bordo non dovesse riuscire a salpare perché non possiamo imbarcare un marittimo, disponibile e con le qualifiche adatte, solamente perché norme troppo rigide impongono una figura che sul mercato non è possibile reperire? Il ministero si sta impegnando a risolvere il problema e abbiamo fiducia che si possa arrivare a una soluzione che affronti questa emergenza. Nel lungo periodo invece è indispensabile che il sistema di formazione acceleri. Non è facile: l’Accademia della Marina mercantile è un’ottima scuola. Dobbiamo ora lavorare per rendere più attrattivo il mestiere del mare per i giovani. Sintetizzando: si trova lavoro sicuramente, si guadagna bene e quando si decide di scendere a terra, la professionalità acquisita offre opportunità anche in altri settori".

A proposito: voi siete pronti ad assumere altro personale?
"In prospettiva, a partire dal 2024, avremo bisogno di altre 600 persone".

E ne avete assunte 500 nell’ultimo anno…
"È così. Siamo in piena espansione. Dal 2019 a oggi siamo passati da 16 a 25 navi operate. A partire dal 2024 arriveranno altri quattro traghetti. L’anno scorso abbiamo aperto un mercato nuovo, la Spagna, dove stiamo compiendo ulteriori consolidamenti: questa settimana parte la Almeria-Nador. Abbiamo rafforzato le linee sul Nord Africa e non solo. Il settore sta accelerando".

E su Genova?
"Abbiamo saturato tutti gli spazi a nostra disposizione. Gli stalli che ci erano stati concessi in via temporanea, e che a breve non saranno più disponibili, sono sempre full. Abbiamo necessità di spazi in via permanente. Lo avevamo detto e ora lo ribadiamo: per continuare a lavorare bene e a crescere, abbiamo bisogno di aree. Peraltro a breve annunceremo una novità".

Di cosa si tratta?
"Abbiamo reso operativa la nuova control tower: da lì ottimizziamo ulteriormente il monitoraggio della flotta in tempo reale. Potremo intervenire immediatamente in caso di criticità o ritardi, potendo persino controllare il consumo di carburante non solo per una questione economica, ma anche per esigenze ambientali. La sala era attiva 18 ore al giorno e ora lo sarà per tutte le 24 ore".

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